C'era una volta, là/ dalle parti di Chissà,/ il paese dei bugiardi./ In quel paese nessuno/ diceva la verità,/ non chiamavano col suo nome/ nemmeno la cicoria:/ la bugia era obbligatoria./ Quando spuntava il sole/ c'era subito uno pronto/ a dire: "Che bel tramonto!"/ Di sera, se la luna/ faceva più chiaro/ di un faro,/ si lagnava la gente:/ "Ohibò, che notte bruna,/ non ci si vede niente"./ Se ridevi ti compativano:/ "Poveraccio, peccato,/ che gli sarà mai capitato/ di male?"/ Se piangevi: "Che tipo originale,/ sempre allegro, sempre in festa./ Deve avere i milioni nella testa"./ Chiamavano acqua il vino,/ seggiola il tavolino/ e tutte le parole/ le rovesciavano per benino./ Fare diverso non era permesso,/ ma c'erano tanto abituati/ che si capivano lo stesso. / Un giorno in quel paese/ capitò un povero ometto/ che il codice dei bugiardi/ non l'aveva mai letto,/ e senza tanti riguardi/ se ne andava intorno/ chiamando giorno il giorno/ e pera la pera,/ e non diceva una parola/ che non fosse vera. / Dall'oggi al domani/ lo fecero pigliare/ dall'acchiappacani/ e chiudere al manicomio./ "E' matto da legare:/ dice sempre la verità"./ "Ma no, ma via, ma và ..."/ "Parola d'onore:/ è un caso interessante,/ verranno da distante/ cinquecento e un professore/ per studiargli il cervello ..."/ La strana malattia/ fu descritta in trentatre puntate/ sulla "Gazzetta della bugia"./ Infine per contentare/ la curiosità popolare/ l'Uomo-che-diceva-la-verità/ fu esposto a pagamento/ nel "giardino zoo-illogico"/ (anche quel nome avevano rovesciato ...)/ in una gabbia di cemento armato./ Figurarsi la ressa./ Ma questo non interessa./ Cosa più sbalorditiva,/ la malattia si rivelò infettiva, / e un po' alla volta in tutta la città/ si diffuse il bacillo/ della verità./ Dottori, poliziotti, autorità/ tentarono il possibile/ per frenare l'epidemia./ Macché, niente da fare./ Dal più vecchio al più piccolino/ la gente ormai diceva/ pane al pane, vino al vino,/ bianco al bianco, nero al nero:/ liberò il prigioniero,/ lo elesse presidente,/ e chi non mi crede/ non ha capito niente.


(Gianni Rodari, Il paese dei bugiardi, Le favole a rovescio).

venerdì 14 novembre 2014

LETTERA APERTA AI SINDACI. TAR UMBRIA E LA MOVIMENTAZIONE DEI NOSTRI RANDAGI



La lettera aperta qui pubblicata, sarà inviata a vari Sindaci per informarli degli ultimi atti del TAR umbro sul tema della movimentazione  all'estero dei randagi italiani.
In allegato sono state inviate l'ordinanza (qui) e la sentenza (qui)

Questo è solo un primo passo e come i successivi, finalizzato alla tutela, nel rispetto delle leggi, dei nostri cani e dei nostri gatti inviati in Paesi che non ne garantiscano protezione uguale a quella loro garantita in Italia; perchè, dove non è garantita la tracciabilità, non solo non li si tutela dall'abbandono ma  neppure da ogni altro abuso si intenda perpetrare su di loro.
Dove possibile, ogni azione praticata a tal fine, sarà resa pubblica, ugualmente le risposte che riceveremo o non riceveremo. 

Alma Galli M.A.R.E.

mercoledì 5 novembre 2014

SENTENZA DEL TAR UMBRO ANNULLA L'ADOZIONE IN GERMANIA DI ALCUNI CANI DI STRONCONE

Il muro dell'omertà "animalista"  nega l'esistenza di movimentazioni illecite, e contemporaneamente lo consolida con continui invii di randagi italiani in Paesi dove neppure la tracciabilità è garantita. La sentenza del TAR umbro, annullando alcune adozioni in Germania, cosa mai accaduta in passato, è una visibile crepa in questo muro, destinata, mi auguro, a farlo crollare.
Complimenti intanto a chi, presente sul posto e per anni, col compito di tutelare i cani di Stroncone, non ha avuto neppure memoria della legge regionale che stabiliva l'affido dei cani vaganti catturati, ad associazioni protezionistiche iscritte all'albo regionale umbro.
Un ringraziamento alla dottoressa Silvia Festuccia, presidente dell'associazione Grandi Amici Onlus, per la Sua determinazione nel fare chiarezza a tutela dei nostri randagi.
Sentenza del TAR umbro, che annulla i provvedimenti di "adozione" di alcuni cani di Stroncone: Orlando, Eve, Tara, Gudrun, Eco.


Alma Galli M.A.R.E.

TAR DELL'UMBRIA: NO ALL'ADOZIONE IN PAESI SENZA ANAGRAFE CANINA NAZIONALE

FINALMENTE UN RAGGIO DI SOLE!

DOPO TANTO SOFFRIRE, A PICCOLI PASSI, SI INIZIA A DELINEARE, GIURIDICAMENTE, CHE L’ITER DELLE MOVIMENTAZIONI DEI CANI EFFETTUATE DA ALCUNE "PSEUDOASSOCIAZIONI PROTEZIONISTE”ADOTTANDOLI, STALLANDOLI, PARCHEGGIANDOLI ED INFINE IMPACCHETTANDOLI VERSO NAZIONI IN CUI SE NE PERDE OGNI TRACCIA, SEMBREREBBE NON CORRISPONDERE ALLE NORMATIVE ITALIANE.
IL TAR DELL’UMBRIA, INFATTI, IN DATA  16 GIUGNO 2014,   RELATIVAMENTE AD UNA RICHIESTA DI ADOZIONE DI UN CANE OSPITE PRESSO IL CANILE MUNICIPALE DI COLLELUNA DI TERNI, DA PARTE DI UNA CITTADINA TEDESCA, HA DECISO DI RIFIUTARE LA SOSPENSIVA DELL’ADOZIONE, IN QUANTO, IN FORMA NON ESISTENDO ANAGRAFE CANINA NAZIONALE DEI CANI, IN GERMANIA SE NE PERDA LA TRACCIABILITA’.
UN EVENTO STORICO DOVE I GIUDICI, PER LA PRIMA VOLTA EVIDENZIEREBBERO CHE I CANI ADOTTATI POSSANO CIRCOLARE SOLAMENTE SU SISTEMI GARANTISTI COME QUELLO ITALIANO (CON SISTEMA DI MICROCHIPPATURA NAZIONALE) E DOVE GLI STESSI NON POSSANO ESSERE OGGETTO DI ULTERIORI ABBANDONI FUTURI.

PER CONTRO VORREI RINGRAZIARE L’ECCEZIONALE SOLERZIA, LA TEMPESTIVITA’ ED IL LAVORO CERTOSINO DELLA PROCURA DI TERNI CHE HA VISTO RECENTEMENTE COINVOLTA UNA ASSOCIAZIONE RICONOSCIUTA LOCALMENTE E CHE DA CIRCA 20 ANNI SVOLGE ATTIVITA’ DI VOLONTARIATO PRESSO IL CANILE COMUNALE DI TERNI E CHE NOTORIAMENTE E’ CONTRARIA A MOVIMENTAZIONI DI ANIMALI IN STATI DOVE LE NORME DI TUTELA DEGLI ANIMALI SONO PEGGIORATIVE E DOVE NON VENGONO TUTELATI DA ABUSI(ANCHE SESSUALI)E DA ABBANDONI.
INFATTI, IL SUDDETTO ENTE MORALE, SI BATTE CONTRO ADOZIONI FATTE IN POSTI  DOVE NON E’ POSSIBILE EFFETTUARE CONTROLLI PRE E POST AFFIDO. SONO STATE ADDIRITTURA PERQUISITE LE CASE DEI VOLONTARI, E’ STATO EFFETTUATO UN TERZO BLITZ NEL GIRO DI 5 MESI, NEL CANILE, IN TUTTO DA PARTE DI CIRCA 30 DIPENDENTI DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO
RINGRAZIAMO LA PROCURA PER TUTTO QUESTO DISPENDIO DI COSTI, UOMINI ED ENERGIA IN QUANTO APPARE DI BUON AUSPICIO E DI GRANDE SPERANZA PER LE FUTURE INDAGINI CHE CI AUGURIAMO VIVAMENTE, POSSANO INIZIARE IL PIU’ VELOCEMENTE POSSIBILE PER FAR LUCE, PER OLTRE 300 CANI CHE ERANO OSPITATI PRESSO IL CANILE CONVENZIONATO NATALUCCI, A STRONCONE(TR) DAL QUALE SONO STATI PRELEVATI SOGGETTI PER LO PIU’ MOLTO ANZIANI, MALATI E NON SOCIALIZZATI,DEI QUALI, AD OGGI,NON SE NE CONOSCE QUALE SIA STATA LA LORO REALE SORTE.

Alma Galli M.A.R.E.

GERMANIA: muoiono ogni anno 500.000 animali per pratiche sessuali eccessive

Di seguito la traduzione di un articolo che allerta sul tentativo di normalizzazione della zooerastia, pratica comune a tutti i Paesi.  La differenza tra gli stessi è che in alcuni  non è considerato reato ed è una pratica assolutamente lecita. In Germania da brevissimo tempo la legge sanzionerebbe tale comportamento, ma essendo lo stesso da decenni consentito, si sono strutturate verso la zooerastia sia una mentalità di accettazione che una rete di sostegno, anche ben retribuita, difficile ora da contenere.
 Una conferma: "non è un disturbo mentale"  (qui)
"Da un punto di vista squisitamente psicologico si tende a non giudicarla come una psicopatologia, a meno che non abbia il connotato della compulsività e danneggi seriamente altre aree di funzionamento dell’individuo.
L’attività e il desiderio in sé stesso non sono più catalogati da tempo come disturbo mentale nel DSM IV, che ne sancisce così la natura di “variante”, benchè estrema, dell’orientamento e comportamento sessuale."


Ora una storiellaUno scienziato sta facendo degli esperimenti scientifici su una pulce e trascrive i suoi risultati su un notes. Lo scienziato toglie una zampa alla pulce e le dice: "Salta!". La pulce salta ed egli coscienziosamente annota: "La pulce senza una zampa salta". Poi toglie una seconda zampa alla pulce e le ordina di saltare. La pulce salta ed egli annota: "La pulce senza due zampe salta". E cosi' via fino a togliere tutte le zampe alla pulce. Tolta l'ultima, la pulce non salta e lo scienziato scrive: "La pulce senza zampe diviene ... sorda!". 
Ecco, secondo questa logica, la zooerastia potrebbe essere una variante, basta non sentire il dolore e le urla di chi viene abusato.  Ma anche la pedofilia allora, perchè no? Una variante.... a cui segue una domanda: la normalizzazione, il fatto che non sia un comportamento malato, lo rende non punibile? 
Probabili prede di questo mercato possono essere i randagi  tutti, compresi i nostri, movimentati illecitamente dai trafficanti, centinaia di migliaia ogni anno. Una parte di questi può essere destinata ai bordelli che ne fanno uso come a privati che li comperino per lo stesso fine, dato che mai viene detto a chi siano venduti.

          
Sesso con animali – non è una malattia? (qui)
Caduta libera nella mancanza di etica

Il sesso con animali – classificato come sodomia o zooerastia – viene considerato da un numero sempre maggiore di psicologi non come perversione o grave psicosi, ma come una“forma particolare di identità sessuale come l’attrazione per le persone dello stesso sesso”. Così si legge nel numero 49 del 3.1204 della nota rivista medica "Medical Tribute".
Il sesso con animali è quindi equiparabile all’omosessualità? 
Vi sono chiare differenze fra l’omosessualità e il sesso con animali: due omosessuali hanno rapporti sessuali consenzienti, in caso contrario si parla di violenza e si entra nel penale.  

Le vittime non possono parlare
L’animale dà il suo consenso quando un uomo gli dimostra il suo desiderio sessuale? Che consenso può dare una cagna quando viene violentata da un uomo? Anche se l’animale non subisce lesioni, riporta traumi psichici, proprio come una persona che è stata violentata.  I proprietari di cani violentati riportano cambiamenti comportamentali dei loro animali. Ma il desiderio degli uomini si spinge oltre: alle cavalle vengono infilati oggetti appuntiti nella vagina. Nel sesso con le galline, come riportato da forum su Internet, raggiunge il piacere massimo quando l'animale muore perché le contrazioni nel momento della morte sono molto stimolanti. Le anguille muoiono nella vagina  della donna con grandi sofferenze. 
Cacciatore dorme vicino ad un cinghiale  morto:  che cosa porta un cacciatore a sdraiarsi a letto con un cinghiale morto ...
...  o giocare con un coniglio morto sul suo sedere?

Così come il concetto di “pedofilia” (amore per i bambini), che negli ultimi tempi maschera le violenze sessuali dei preti sui bambini, anche il termine medico "zooerastia" (amore per gli animali) occulta una violenza.

Fatti e numeri

La zooerastia in numeri

Secondo le stime di ricercatori, solo in Germania muoiono ogni anno 500.000 animali per pratiche sessuali eccessive da parte di uomini.  

Secondo il rapporto di Kinsey, l’8% degli uomini e il 3,6% ha avuto contatti sessuali con animali.

In campagna questa percentuale sale al 15%. Secondo le relazioni dei ricercatori americani, addirittura il 40-50% degli uomini cresciuti in campagna ha relazioni sessuali con animali.
Le stime in Germania parlano di zooerastia nel 3% della popolazione, ma i numeri reali sono più alti, ritengono gli psichiatri dell’università di Monaco.

Gli studi dell’FBI hanno evidenziato che l’80% degli uomini che ha commesso femminicidio ha avuto, in precedenza o in concomitanza con l’omicidio, rapporti sessuali con animali.  

Immettendo la parola chiave su Internet, in 0,03 secondi si aprono 1.700.000 pagine con migliaia di foto pornografiche con animali e questo dimostra la diffusione della zooerastia/sodomia!

Alma Galli M.A.R.E.

GERMANIA: D'OBBLIGO IL CONSENSO DELLE AUTORITA' VETERINARIE PER IMPORTARE CANI E GATTI

Dal 1°agosto in Germania, entra in vigore una nuova legge per i il controllo delle importazioni di cani e gatti, che interessa quindi anche i nostri randagi, deportati in gran numero in un contesto di assoluta mancanza di trasparenza. Secondo le nuove disposizioni, TUTTI coloro che importano cani e gatti, comprese le organizzazioni animaliste, DEVONO AVERE IL PERMESSO DELLE AUTORITA' VETERINARIE.
Questa legge non entra in merito al fatto che la movimentazione avvenga a scopo di lucro o meno, non è affar suo, ma stabilisce l'obbligo del consenso veterinario all'importazione. Ora noi aspettiamo di vedere a quanti dei nostri randagi vecchi, malati, con handicap, le autorità veterinarie tedesche daranno il permesso di ingresso in Germania. 
Siamo curiosi, augurandoci  sia un controllo deputato  alla tutela degli animali e non dell'IVA che le organizzazioni "animaliste" debbono al governo, sugli introiti ottenuti dalla vendita di cani e gatti, soggetti che in questo modo sarebbero censiti con maggiore attenzione che in passato. Vedremo....


Standard minimi di qualità: nuovi obblighi per i protettori degli animali, gli psicologi per cani, gli addestratori e i commercianti di animali
Coblenza (aho) – Basta eccezioni: dal 1° agosto si applicheranno gli obblighi stabiliti dalla legge aggiornata sulla protezione degli animali anche a chi si occupa di protezione animali no-profit, come informa l’ufficio di verifica regionale (LUA) di Coblenza. Obiettivo della nuova regolamentazione è di limitare al massimo lo stress subito dagli animali durante il trasporto e garantire che tutte le persone che hanno a che fare con questi animali, ne abbiano le competenze. Questo obbligo di autorizzazione dovrebbe arginare il commercio illegale di cuccioli. 
Secondo la nuova legge sulla protezione degli animali, chiunque importi vertebrati quali cani, gatti o altri animali domestici dall’estero in Germania per cederli a terzi, deve avere il permesso delle autorità veterinarie. Ciò vale anche per gli animali che sono stati già importati in Germania e destinati a essere ceduti in Germania. Fanno eccezioni gli animali da allevamento. 
Questo obbligo viene applicato non solo ai commercianti professionisti, ma anche a chi si occupa di protezione animali no-profit, ad esempio chi importa gli animali destinati a ricoveri tedeschi. Il fatto che questi vogliano ottenere un guadagno non ha importanza. La legge cita espressamente "dietro compenso o altre contro-prestazioni". Rientrano in questi compensi anche gli importi richiesti dalle associazioni dei ricoveri alla cessione dell'animale. 
I commercianti professionisti di animali sono soggetti a nuovi obblighi. Dal 1° agosto dovranno fornire al nuovo proprietario dell'animale da allevamento o da compagnia informazioni scritte sulle esigenze dell'animale venduto. Nuove leggi verranno applicate anche agli addestratori dei cani e agli psicologi dei cani. Se questi offrono servizi professionali, dal 1° agosto avranno bisogno di un’autorizzazione delle autorità veterinarie,il cosiddetto “§ 11 Permesso”. Devono dimostrare di disporre delle conoscenze e delle capacità necessarie a seguito di una formazione svolta. Obiettivo di questa legge è garantire gli standard qualitativi minimi per gli animali.     Alma Galli M.A.R.E.     

GERMANIA: COMMERCIO DI CANI RUBATI E NESSUN OBBLIGO DI CHIP

Ai lettori: prima di iniziare a leggere, un pensiero alle centinaia di migliaia di randagi  che ogni anno sono vittime di traffici, augurandovi di non perdere  mai il vostro cane perchè nella realtà attuale, potrebbe cadere con estrema facilità in queste mani sporche di sangue. Molti "animalisti" infatti non obbediscono alle leggi, incuranti e sprezzanti di ogni regola, si appropriano quasi sempre di ogni cane o gatto che trovano, senza verificare se abbia un proprietario, senza farne denuncia all'asl o ad altre autorità, lo "stallano" e spediscono senza alcun problema. Se perdete il vostro animale, sappiate che il vostro grande problema saranno certi "animalisti" e certe "associazioni animaliste". 
    
LA VITTIMA, è il nostro cane  (qui) che ci accompagnerà fino alla fine di questo percorso. In questo contesto oltre al contenuto, sono importanti anche le date, gli anni che passano testimoniando  solo un incremento continuo dei condannati alla tortura, e nessuna attenzione al problema da parte di chi, per ruolo, ne avrebbe obbligo. Tutti i randagi oggetto di traffici possono subire questo o molto peggio e ad oggi, purtroppo, nessuno può documentare il contrario dato che diffamazioni e minacce non sono documenti e altro non c'è come risposta alle domande di trasparenza.

28.05.2005  COMMERCIO DI CANI rubati e venduti (qui)  

Associazioni animaliste oscure smerciano in Germania cani randagi raccolti per le strade.

I cuccioli hanno subito una tortura di 13 ore. Stivati come merce, senza cibo. Quando i poliziotti hanno aperto il portellone posteriore di una station-wagon e di una Jeep, hanno liberato 45 randagi provenienti dall’Ungheria, smagriti, impauriti, malati, con libretti delle vaccinazioni falsificati. La perfidia di questo fatto è che la razzia è avvenuta presso le strutture dell’ „Tierhilfe“(aiuto animale) a Seeheim. I responsabili dei trasporti dei cuccioli sono collaboratori di un’associazione per la protezione degli animali.  Da anni, i veterinari tedeschi mettono in guardia dalle società per la protezione degli animali oscure. “Il commercio con i randagi è un affare estremamente redditizio. Il salvataggio delle povere creature è spesso solo simulazione” spiega  Christa Wilczek. Questa veterinaria di 42 anni del servizio veterinario di  Darmstadt-Dieburg è convinta che associazioni tedesche importino illegalmente 50.000 cani all’anno. L’associazione Deutsche Hundewesen di Dortmund parla addirittura di 100.000 cuccioli importati illegalmente. “Oggi, comprare un cane è facile come acquistare un panino dal panettiere” afferma la referente della protezione animali della regione,  Madeleine Martin. Secondo le sue indicazioni, il commercio illegale di cani è cresciuto del 100% negli ultimi tre anni. Altre quattro associazioni della Bassa Sassonia e della Renania del Nord-Westfalia, nonché un’organizzazione olandese ordinano via Internet da anni, secondo i risultati di indagini delle autorità, cani da mandanti britannici che trafugano i cuccioli dalle strade della Romania e della Polonia. Gli animali vengono “stoccati” provvisoriamente in Ungheria e importati passando dall’Austria. Per confondere le tracce, i contrabbandieri cambiano spesso mezzo di trasporto, percorso e cellulari. In Germania, gli animali vengono presentati su inserzioni come “amorevolmente allevati in casa” e “venduti a prezzi di fino a 350 euro per cane”, afferma rattristata la veterinaria Wilczek. Wolfgang Apel, presidente della federazione tedesca per la protezione degli animali afferma l’urgenza di istituire un “Centro di registrazione centrale” e l'obbligo, a livello europeo di registrazione degli animali. Oggi, le autorità possono intervenire solo quando “sentono abbaiare i cani in un’auto”. La rete di traffici del sud di Francoforte, che agisce a livello europeo, è stata scoperta per caso: le autorità veterinarie della regione hanno ricevuto segnalazioni dai cittadini, hanno sorvegliato l'associazione Tierhilfe Seeheim e.V. e sono riusciti ad arrestare le consegne di cani. Un inglese è a capo dell'organizzazione di trafficanti e si è presentato all'asl veterinaria tramite e-mail. In un tedesco perfetto ha scritto sulla vicenda che: è "interessato solo  a salvare i cani randagi" e che non guadagna neppure un centesimo. Le persone competenti non ci credono. 

Secondo i dati prodotti dagli investigatori, entro due settimane dal "salvataggio" muore quasi il 40 per cento dei cani a causa di malattie infettive. 

                                      ******************
Di seguito un articolo che illustra l'evoluzione di questa storia e da cui nasce una domanda: cosa ne è stato di tutti quei disgraziati "salvati"  per cui "
non è stato possibile trovare un alloggio perché tutti i rifugi della regione sono troppo affollati". Soppressi forse?! Non lo sapremo mai e ancora una volta, la conferma dei rifugi pieni. 
Importante anche un'altra conferma che  emerge dallo stesso contesto dove,  spiegando come lavorano certe organizzazioni "animaliste" dedite alla vendita di cani stranieri, chiaramente  è illustrato il totale disprezzo dei trafficanti per gli animali, pari solo alla loro capacità di mentire e recitare sentimenti inesistenti proponendosi come "animalisti".

MUOIONO CANI IMPORTATI MALATI (qui)

17.06.2005 Cani importati colpiti da epidemia Ad ora sono morti quattro cani di cimurro – Le autorità veterinarie allertano sul rischio di idrofobia

Darmstadt-Dieburg – Quattro cani provenienti da una consegna illegale dall’Europa dell’est sono morti di cimurro. Il cimurro è una malattia infettiva contagiosa che in Germania pareva estirpata. Gli animali facevano parte di un trasporto intercettato il 10 maggio dalle autorità veterinarie presso una cosiddetta associazione per la protezione degli animali a Seeheim (ne avevamo parlato in un articolo precedente). Considerando la condizione nella quale sono stati trovati i cani, i veterinari hanno già allora avuto il sospetto che alcuni di essi potessero essere malati. Le analisi sugli animali morti hanno ora confermato questo sospetto. Il caso è particolarmente grave perché dei 44 cani portati all’associazione, 23 sono scomparsi e la responsabile non fornisce informazioni sulla loro permanenza presso l’associazione. Inoltre, è stato accertato che la maggior parte degli animali non aveva vaccinazione antirabbica. I libretti sanitari erano falsificati, oltretutto in modo molto dilettantistico. La sede dell’associazione, recintata con una recinzione in filo di ferro è in una zona a rischio di rabbia. Le autorità veterinarie classificano quindi i cani come “potenzialmente contagiosi e avverte i loro adottanti di chiamare il numero 06151/65064. La responsabile di questa associazione non autorizzata, contro la quale pendono denunce per violazione alla legge sulla tutela degli animali, ha ricevuto un’altra denuncia per violazione alle leggi perché ha dato in adozione cani nonostante il divieto. 33 cani si trovano ora in quarantena presso un rifugio dove sono stati sottoposti a terapie intensive. Per altri non è stato possibile trovare un alloggio perché tutti i rifugi della regione sono troppo affollati. La rabbia può essere molto pericolosa per gli uomini, mentre il cimurro viene trasmesso solo da cane a cane. Entrambe le epidemie si diffondono attraverso virus. Il quadro clinico del cimurro è molto vario e la malattia è difficile da diagnosticare e da curare. Fra i sintomi vi sono febbre, secrezioni nasali e dagli occhi, infiammazioni allo stomaco, all’intestino e ai polmoni, crampi e disturbi motori fino alla zoppia. Se non curato porta alla morte. Fonte: Comunicato della provincia di Darmstadt-Dieburg - 17.06.2005
                            
                                           *******************

25.05.2010 COMMERCIO DI CANI SOTTO L'APPARENZA DELLA PROTEZIONE ANIMALI (QUI) 
Nell'articolo che segue si parla di allevamenti di massa atti a rifornire i trafficanti. In Italia possiamo pensare al centro e al sud da dove ne partono continuamente senza nessun controllo, poi tutti quei Paesi continuamente diffamati (come l'Italia!!), pro raccolta merce: Spagna, Romania, Grecia, Ucraina ecc.

Il Comitato Tutela Animali del Land Renania- Palatinato allerta sul comportamento di pseudo organizzazioni di "protezione animale" che solo per guadagno, movimentano cani dall'Europa meridionale e orientale. Non di rado agli ignari acquirenti, ingannandoli, si fà credere che si tratti di cani salvati dall'uccisione nei canili stranieri. In realtà è fondato il sospetto che si tratti di un mercato rifornito attraverso allevamenti di massa predisposti allo scopo. Con il pretesto della protezione animali si sfruttano i sentimenti delle persone di cuore. "La protezione degli animali all'estero,  ha senso quando si svolge prevalentemente sul territorio, vuoi come sensibilizzazione che come pratica di sterilizzazione per limitare le nascite"afferma il Dr. Helmut Stadtfeld, presidente del Comitato Tutela Animali. A coloro che amano gli animali e che, dopo un'attenta valutazione abbiano deciso di acquistare un cane, Stadtfeld consiglia di rivolgersi ad un allevamento conosciuto e fidato o ad un rifugio ben gestito, dove sia possibile scegliere i nuovi compagni di casa  con calma e senza alcuna pressione psicologica a comprare.  Da respingere a suo parere, ogni forma di commercio dei cani, dato che i cuccioli nella fase importante dell'imprinting devono abituarsi a nuovi ambienti più volte, sviluppando spesso per questo, disturbi comportamentali che possono arrivare all'aggressività. Dietro organizzazioni di protezione animale dal nome rassicurante e che si dedicano soprattutto o solo all'intermediazione di cani dall'estero, spesso si celano commercianti di cani molto sospetti.  Evitare quindi acquisti impulsivi sollecitati da offerte in internet, evitare di comprare per pietà cuccioli malati, cani venduti alla porta di casa, nei parcheggi dell'autostrada o in ogni caso sotto la pressione dell'urgenza. Accettando con buone intenzioni cani che provengono da situazioni del genere si corre il rischio che fonti dubbie incrementino le forniture degli stessi.

L'EVOLUZIONE DELLE DENUNCE DEI TRAFFICI DI RANDAGI (qui)
SETTEMBRE 2010 l'UE dà un'esplicita risposta  

approvando  la Direttiva 2010/63 che consente l'uso dei randagi. 

A seguire il risultato dei chiari segnali di allarme e di denuncia dati dagli organi competenti in Germania. Qui la traduzione di questi articoli a rappresentarne  molti altri che denunciano la stessa realtà. Nel frattempo sono cambiati i numeri a dire che se nel 2005 si parlava di 50/100.000 cani, ora siamo da tempo arrivati a 350/400.000 all'anno (qui), vittime dei traffici, poi si vedrà dato che il mercato è in continua, grande espansione. Facile ormai capire quale sia la reale volontà dei governi dietro le tante parole di tutela e di rispetto degli animali d'affezione e facile anche capire a che cosa servano con le nostre tasse: a foraggiare stabulari a completa disposizione dei trafficanti attraverso un sistema di cui è garante verso il pubblico, buona parte della presunta PROTEZIONE ANIMALI.
27.06.2013 GERMANIA: la camera dei deputati si pronunciacontro l'obbligo di registrazione e di microchip per i cuccioli  (qui)
Il governo federale perde una grande possibilità nella lotta al commercio illegale dei cuccioli A seguito di richieste del DGSH e di altre associazioni per la protezione degli animali, il partito DIE LINKE (la sinistra) ha richiesto, a livello federale, un obbligo di registrazione e di microchip per i cuccioli per combattere il commercio illegale dei cuccioli. La richiesta del partito chiede che tutti i cuccioli di cane debbano essere chippati e registrati al fine di poter rintracciare la provenienza e controllare lo stato di salute e come vengono tenuti. Inoltre chiede che venga proibito il commercio illegale dei cuccioli e l’importazione di cuccioli allevati in condizioni non idonee. Nella riunione del 27.06.2013 la Camera de deputati ha sorprendentemente rifiutato questa richiesta. A livello delle regioni, tale legge è stata in parte applicata, ad esempio nella Bassa Sassonia, ma manca ancora una legge unitaria nazionale. "È assurdo che il governo federale respinga la richiesta e che non si pronunci contro il commercio illegale di cuccioli” afferma Simone Schröder, presidentessa del DGSH, scandalizzata degli ultimi sviluppi di Berlino. "A parte le sofferenze e il dolore a cui sono esposti gli animali che entrano nel commercio illegale, sono in gioco molti soldi. Corruzione e truffe sono all'ordine del giorno. Per non parlare dei rischi per la salute di uomini e animali a causa dell'assenza di vaccinazioni. Un obbligo, a livello nazionale, di registrazione e di chip è la base per una battaglia efficace contro il commercio illegale dei cuccioli e l’importazione di animali allevati in condizioni non adeguate. Il governo ha il dovere di occuparsene” afferma decisa Simone Schröder.

Alma Galli M.A.R.E.

GERMANIA 2009, CRISI, ABBANDONI E LA MENZOGNA "ANIMALISTA"

Di seguito, la traduzione di un articolo, in origine non rivolto al pubblico italiano a cui sono stati propinati da sempre racconti con contenuti opposti a questo, e che conferma una realtà inquietante sulla condizione degli animali in Germania, sia cani e gatti che altri. La mancanza di denaro pare regolamenti gli abbandoni come la difficile se non impossibile conduzione di rifugi, ugualmente la mancanza di denaro e a volte anche il grande amore per lo stesso, regolamenta i traffici dei NOSTRI randagi, oggetto di un commercio fuori da ogni controllo.


BERLINO 2009/ / Quest’anno, decine di migliaia di proprietari di animali domestici impoveriti dalla crisi, hanno chiesto asilo per i loro cani alsaziani o bassotti ai ricoveri per animali di tutta la Germania,  spiegando come la peggiore crisi economica dal 1930 stia attanagliando questa nazione di amanti dei cani. Il German Animal Welfare Association tedesco (Deutscher Tierschutzbund) ha segnalato che quest’anno sono stati abbandonati 70.000 animali in più rispetto al solito e che nel 69 per cento dei casi, i proprietari indicano l' "emergenza finanziaria", come la ragione dell'abbandono. 
Siamo di fronte a un problema doppio: da una parte la crisi finanziaria che obbliga i proprietari a lasciare i loro animali, e dall’altra il calo delle donazioni” afferma Marius Tünte, un portavoce dell'associazione. "I nostri rifugi sono pieni fino a scoppiare, non ci sono soldi da investire nel loro ampliamento, e non abbiamo abbastanza personale che si prenda cura degli animali. In Germania ci sono 5,5 milioni di cani e questi sono l' 85 per cento degli animali domestici consegnati ai rifugi. Anche i gatti o i cosiddetti animali esotici come iguane e ragni, costosi da mantenere, vengono abbandonati nei rifugi. Sono stati abbandonati anche cavalli, nella maggior parte dei casi in condizioni di malnutrizione, perché i proprietari non potevano permettersi di mantenerli correttamente,  aspettando fino all'ultimo minuto prima di lasciarli. "Spesso sono abbandonati i cani e i gatti più vecchi o quelli malati, perché costa troppo prendersene cura ", afferma Tünte. 
Non tutti gli animali sono consegnati ai rifugi. Molti sono semplicemente abbandonati legati sul ciglio della strada con cartelli al collo come "Il mio padrone non può permettersi di mantenermi""La maggior parte delle persone lascia i loro animali domestici come ultima risorsa, perché gli animali possono essere di grande aiuto nei momenti di solitudine o di crisi", ha detto Tünte. "Se sei vecchio o hai perso il lavoro, il tuo cane può essere un ponte verso il mondo esterno. Ed egli starà sempre vicino al padrone, scodinzolando, non importa come sia vestito o quanto sia povero ". Nonostante la Germania non sia più tecnicamente in recessione, sta ancora soffrendo la crisi più grande degli ultimi 70 anni, inoltre si prevede un aumento della disoccupazione per l'inverno, ed i sistemi di tutela del lavoro del governo si stanno esaurendo. "Ci aspettiamo un autunno davvero difficile, afferma Tünte. Tre quarti dei rifugi per animali ha dovuto rinunciare ad investimenti urgentemente necessari perché mancano i finanziamenti, e alcuni  rifugi sono sull'orlo del fallimentoL'associazione Berlin's animal home, la più grande in Europa, sostenuta da 15.000 membri, sta esaurendo lo spazio e ha reso noto che le donazioni quest'anno sono in calo del 10 per cento"Siamo molto preoccupati per i nostri cani, abbiamo lo spazio per 180, ma ne dobbiamo curare oltre 270", ha dichiarato Marcel Gäding, un membro del management. Sopprimere  gli animali non è una scelta equa, ha insistito. "Siamo una società di protezione degli animali, non una società di uccisione degli animali." Si stima che un cane costi da 900 a 1.200 (Dh4,860-6,480) all'anno in tasse, cibo e spese veterinarie. "Se si perde il lavoro, è spesso impossibile andare avanti sostenendo questo costo," afferma il signor Gäding. "Molte persone che vengono da noi, hanno dato il loro ultimo euro per curare il loro animale domestico. È drammatico quando devono dire addio ai loro partner a quattro zampe. Abbiamo avuto casi in cui i proprietari consegnano il loro animale domestico assieme ad una scatola con i suoi giocattoli e scoppiando poi in lacrime. " Rifugi per animali hanno cercato di impedire tale dolorosa separazione donando alimenti per gli animali domestici, ma le risorse sono al limite. Tiertafel o Table animale, un ente di beneficenza che distribuisce gratuitamente cibo e cose necessarie ai cani, ha visto la domanda aumentare negli ultimi mesi. Il presidente dell'associazione benessere degli animali, Wolfgang Apel, ha invitato il governo a erogare 15 milioni per i 519 ricoveri per animali, che sono finanziati esclusivamente da donazioni private. Il signor Apel chiede che il governo fornisca sussidi ai disoccupati da lungo tempo, per aiutare i loro animali domestici.
"Proteggere gli animali è un valore per tutta la società", ha detto Apel in un comunicato. "Se non agiamo ora dovremo scaricare gli animali davanti a municipi, perché abbiamo cercato di aiutarli a nome della comunità ma la situazione sta diventando  di giorno in giorno sempre più drammatica."
Commento all'articolo: Alla luce di ciò che emerge in questo articolo che testimonia quanto affermato da nomi importanti della protezione animali tedesca, e  si collega ad altri articoli sullo stesso tema(qui), si conferma un problema di vecchia data e ad oggi irrisolto. Non è credibile infatti nè ammissibile la realtà di una condizione fallimentare del sistema destinato alla"protezione animali in Germania"  che per sua stessa confessione non può far fronte alle tragiche esigenze locali, e che lo stesso scelga di farsi carico di centinaia di migliaia di randagi ogni anno, importandoli.  Se lo fà si tratta di un comportamento scellerato ed incurante del benessere animale, se la "protezione animali" non è invece autrice delle importazioni, molto strano quanto incomprensibile resta il fatto che non le noti  e non le combatta e doverosa segue la domanda: chi importa randagi in un simile contesto e per venderli a chi, spacciandosi come "protezione animali"?
Probabile che la vendita dei nostri, assieme ad altre centinaia di migliaia di randagi ogni anno, servisse e serva  non a proteggerli ma a creare il reddito necessario a coprire il buco nero del loro deficit come le tasche di pericolosi soggetti, visto che con la scusa della privacy, niente  è dato sapere sui reali compratori dei cani movimentati, come sull'uso del denaro ricavato dalle infinite cessioni degli stessi.
Ancora una volta qui è negato tutto quanto a noi italiani è venduto come vero, a dire la facilità di trovare adozione per cani vecchi e/o malati, la situazione di benessere generale nei rifugi, la facilità di collocarli sempre tutti in splendide case ecc., in sintesi solo menzogne propinate a fine di lucro e questo già dal 2009, ovvero già  in una fase di deportazioni continue ed  incontrollate, dove l'Italia è proposta al mondo dagli "addetti ai lavori" come un paese dedito al maltrattamento degli animali e pieno solo di canili lager. 
E' palese la terrificante presa in giro per non dire truffa, dei cittadini italiani, che pagano centinaia di milioni di euro all'anno, per la loro tutela e  sono poi costretti a subire un abuso perpetrato da anni contro gli animali che dovrebbero vedere tutelati.  Cittadini vessati da aggressioni,  diffamazioni e intimidazioni di ogni sorta, nel malaugurato caso facciano domande e chiedano la dovuta trasparenza sulle movimentazioni dei LORO cani e gatti,  da chi in loco, procura la merce. Un paese intero diffamato per autorizzare illecite deportazioni, ma loro, possono!

Un esempio qui sotto, stesso anno 2009 di cui si parla nell'articolo.
Di ETN ho scritto (QUI) (QUI) (QUI)(QUI), tanto per capire il pulpito da cui viene la predica.


Se la protezione animali in Germania, vuole essere credibile, dica la verità, prenda le distanze dai trafficanti, sia trasparente sulla reale destinazione dei randagi importati  come sull'uso del denaro ottenuto dalla loro vendita. Solo la totale trasparenza potrà negare la truffa ad ora palese, di interi popoli, per quanto è la sorte dei randagi lì movimentati.  Se questo non avviene, la presunta "protezione animali in Germania" è complice se non responsabile, di infiniti crimini.


Alma Galli (M.A.R.E.)