C'era una volta, là/ dalle parti di Chissà,/ il paese dei bugiardi./ In quel paese nessuno/ diceva la verità,/ non chiamavano col suo nome/ nemmeno la cicoria:/ la bugia era obbligatoria./ Quando spuntava il sole/ c'era subito uno pronto/ a dire: "Che bel tramonto!"/ Di sera, se la luna/ faceva più chiaro/ di un faro,/ si lagnava la gente:/ "Ohibò, che notte bruna,/ non ci si vede niente"./ Se ridevi ti compativano:/ "Poveraccio, peccato,/ che gli sarà mai capitato/ di male?"/ Se piangevi: "Che tipo originale,/ sempre allegro, sempre in festa./ Deve avere i milioni nella testa"./ Chiamavano acqua il vino,/ seggiola il tavolino/ e tutte le parole/ le rovesciavano per benino./ Fare diverso non era permesso,/ ma c'erano tanto abituati/ che si capivano lo stesso. / Un giorno in quel paese/ capitò un povero ometto/ che il codice dei bugiardi/ non l'aveva mai letto,/ e senza tanti riguardi/ se ne andava intorno/ chiamando giorno il giorno/ e pera la pera,/ e non diceva una parola/ che non fosse vera. / Dall'oggi al domani/ lo fecero pigliare/ dall'acchiappacani/ e chiudere al manicomio./ "E' matto da legare:/ dice sempre la verità"./ "Ma no, ma via, ma và ..."/ "Parola d'onore:/ è un caso interessante,/ verranno da distante/ cinquecento e un professore/ per studiargli il cervello ..."/ La strana malattia/ fu descritta in trentatre puntate/ sulla "Gazzetta della bugia"./ Infine per contentare/ la curiosità popolare/ l'Uomo-che-diceva-la-verità/ fu esposto a pagamento/ nel "giardino zoo-illogico"/ (anche quel nome avevano rovesciato ...)/ in una gabbia di cemento armato./ Figurarsi la ressa./ Ma questo non interessa./ Cosa più sbalorditiva,/ la malattia si rivelò infettiva, / e un po' alla volta in tutta la città/ si diffuse il bacillo/ della verità./ Dottori, poliziotti, autorità/ tentarono il possibile/ per frenare l'epidemia./ Macché, niente da fare./ Dal più vecchio al più piccolino/ la gente ormai diceva/ pane al pane, vino al vino,/ bianco al bianco, nero al nero:/ liberò il prigioniero,/ lo elesse presidente,/ e chi non mi crede/ non ha capito niente.


(Gianni Rodari, Il paese dei bugiardi, Le favole a rovescio).

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domenica 27 febbraio 2011

interessante trasmissione animalieanimali del 2006

R3060419.wmv
www.youtube.com
Trasmissione "Animali e animali", Rai Tre, andata in onda mercoledì 19 aprile 2006. Conduttrice Licia Colò, ospiti Francarita Catelani (Movimento UNA) e Gianluca Felicetti (LAV). Titolo: "Cani in Germania, quale futuro?". Tema: esportazione all'estero di randagi italiani (e non solo) Durata

giovedì 24 febbraio 2011

LAV E I CANI DI RIETI, CERCARE LA VERITA' E' DARE LA CACCIA ALLE STREGHE...

Oggi è diffuso un articolo della LAV qui dove per l'ennesima volta si accusa, si garantisce ma soprattutto NON SI DOCUMENTA NULLA sui cani di Rieti portati con la collaborazione di Elisabetta Gregori con Hundepfoten in Not, in Germania.

Dato che la LAV assume il ruolo di referente di questa triste storia, e si fà garante, credo che abbia la documentazione dei cani deportati, TUTTI, e sia pronta a pubblicarli, diversamente sono dichiarazioni da rivedere totalmente e chiarire in modo approfondito.
Si sostiene inoltre in questo articolo che "La «caccia alle streghe» prenderebbe spunto dai contributi richiesti per le adozioni compiute all’estero alle famiglie affidatarie degli animali. Le Associazioni di volontariato animaliste hanno dimostrato con prove documentali che tali somme sono un rimborso, peraltro soltanto parziale, per le spese relative alle vaccinazioni e ai passaporti occorrenti per lo spostamento dei cani, oltre che per le cure sanitarie troppo spesso necessarie per far fronte alle patologie degli animali adottati."
Credo che la LAV potrà anche dimostrare che un PREZZO STABILITO E PUBBLICATO di fianco al soggetto in vendita sia "UN CONTRIBUTO" nonostante l'entità del versamento sia imposto da una sola parte, ovvero l' organizzazioni animalista tedesca con LICENZA DI COMMERCIO DI CANI E GATTI. Questo non è un contributo perchè come tale presupporrebbe il versamento di una cifra liberamente decisa dall'adottante, ma è invece a tutti gli effetti, il costo dell'oggetto/soggetto messo in vendita per il compratore.
Su queste vendite l'organizzazione ha l'obbligo di versare l'IVA, superata la cifra di 17.500 euro.
Aggiungo due link che parlano ancora della LAV e non solo, qui e qui.


NON SONO TUTTI, E NON DIMENTICHIAMOCI DEL CARICO DEL 5 FEBBRAIO:Alma, dopo i 37 oggi ne hanno caricati altri 7 al canile di stroncone, completando il carico!!!!quando mi hanno avvertito il camion era già partito.Non ho potuto fare altro che informare carabinieri e forestale per la ricerca del mezzo con le poche notizie a mia disposizione,firmando formale denuncia per la ricerca su tutta la rete autostradale Camion anonimo da autonoleggio hertz con targa tedesca non autorizzato al trasporto animali, partito da Stroncone alle 15.15 . Al suo interno stipati in trasportini tutti i cani prelevati sia a rieti che a stroncone. Quelli di Stroncone appartengono ai comuni di Leonessa e Labro. Io mi domando:durante il prelievo al canile c'erano i vigili dei rispettivi comuni. Come cazzo hanno fatto a non vedere che il mezzo non rispondeva ai requisiti per il trasporto animali????Chi c'è in regione lazio ed alla asl veterinaria di Rieti che è colluso con questi mafiosi????


Di seguito la nota della Proff.ssa Maria Elena Caligiore, sostenitrice della LAV, fino ad ora........e mi auguro così tanti altri.

NONOSTANTE LA DICHIARAZIONE UFFICIALE DELLA LAV ....I CONTI NON TORNANO!!!!SI DESIDERA SAPERE :DOVE SONO I CANI DI RIETI?

pubblicata da Elena Maria Caligiore il giorno giovedì 24 febbraio 2011 alle ore 17.40
ROMA - Il canile di Colle Arpea (Rieti) ha cessato definitivamente la sua attività di detenzione di animali. La struttura, che era stata oggetto di procedimenti giudiziari e ispezioni da parte del NAS e del Corpo Forestale e che aveva cambiato gestione nell’ultimo periodo, ha deciso di chiudere i battenti. La chiusura era stata annunciata ai Comuni convenzionati dalla Società proprietaria solo tre mesi fa, con la richiesta di portare via, entro il mese di gennaio 2011, tutti i cani randagi detenuti, pari ad oltre 150 quattrozampe.
La buona notizia della chiusura del canile era stata funestata dall’incognita sul destino dei cani, in quanto, in tutta la provincia di Rieti, non esiste alcuna altra struttura, né pubblica né privata, capace di contenere tutti i randagi.
Fortunatamente gli animali sono stati tutti portati in salvo e affidati a famiglie e a strutture idonee, grazie ad un vero miracolo compiuto con lo sforzo di pochissimi volontari, attivi sul posto già da anni, conosciuti dalla LAV e con la quale collaborano.
Adesso il Comune di Rieti ha intenzione di realizzare un parco canile per i randagi della zona, seguendo i consigli e l’esperienza della LAV e delle Associazioni animaliste presenti sul territorio.
«Accogliamo con gioia la chiusura di una struttura così contestata – dichiara la LAV – e siamo grati ai volontari che hanno messo in salvo tutti gli animali. Adesso confidiamo nel fatto che i Comuni del Reatino e della Sabina e in particolare il Comune di Rieti, tenendo fede agli impegni assunti, realizzino in tempi rapidi un parco canile che possa ospitare i randagi della zona nelle condizioni etologiche più idonee, garantendo loro tutte le cure necessarie e continuando a collaborare con le Associazioni per le adozioni».
Unica nota stonata nella vicenda, una sterile polemica che serpeggia in internet relativa a presunti «traffici» illeciti computi sui cani di Rieti.
La polemica è priva di qualsiasi prova o fondamento e rischia invece di ledere gli interessi degli animali e creare disturbo per le Associazioni coinvolteche, ad ogni verifica, sono risultate estremamente professionali e attente al benessere dei cani, tratti in salvo soltanto grazie al loro meritevole operato.
La «caccia alle streghe» prenderebbe spunto dai contributi richiesti per le adozioni compiute all’estero alle famiglie affidatarie degli animali.
Le Associazioni di volontariato animaliste hanno dimostrato con prove documentali che tali somme sono un rimborso, peraltro soltanto parziale, per le spese relative alle vaccinazioni e ai passaporti occorrenti per lo spostamento dei cani, oltre che per le cure sanitarie troppo spesso necessarie per far fronte alle patologie degli animali adottati.
Le adozioni dei cani nel canile di Rieti, compiute sia in Italia che all’estero, sono avvenute sempre sotto la vigilanza e il controllo di ASL, Comuni e organi di polizia e, alle verifiche compiute dalla LAV in più occasioni, sono risultate idonee sotto ogni punto di vista.

LAV.it
 SOTTOLINEO LA PARTE DI QUESTE DICHIARAZIONI CHE RITENGO NON ACCETTABILI PERCHEì I CONTI NON TORNANO!!!

1) "Il canile di Colle Arpea (Rieti) ha cessato definitivamente la sua attività di detenzione di animali"

Dalle dichiarazioni fatte per iscritto con tanto di sms diffuso, condiviso e commentata dalla volontaria che dite di conoscere e con la quale collaborate certa Betty, risulta che dentro quella struttura vi sono rimasti 4 cani padronali che a suo dire "forse" sono stati ripresi dagli stessi proprietari.
E' legittimo  chiedersi come mai una volontaria ed un'associazione  di grande spessore come la Lav non si sta chiedendo dove sono finite quelle 4 creature?
Come mai se a soffrire e restare in quella sorta di lager sono cani padronali ,non provvedete a farli portare via  visto che non può definirsi proprietario colui che abbandona un cane in canile?  A meno che il canile lager non facesse anche da pensione e comunque un'Associazione  che tale si definisce deve difendere i diritti di tutti gli animali anche di quelli dei cani padronali!
2)  tutti i cani randagi detenuti, pari ad oltre 150 quattrozampe.

Si dichiara  che i randagi detenuti sono pari ad oltre 150 quattrozampe e poichè non parliamo di oltre 150 paia di scarpe, di ciabatte, di palette, di patat......  vorremmo sapere  e siamo in  tanti quanti erano davvero i cani ivi  detenuti e lo vogliamo sapere in quanto persone  che amano gli animali  ed il nostro sentimento è protetto da leggi dello Stato Italiano e lo pretendiamo  in quanto cittadini italiani che  rispettano la legge e vorrebbero che la legge fosse uguale per tutti e che venisse seriamente applicata anche quando si tratta di una sola creaturina a quattrozampe e che anche le associazioni riconosciute ed accreditate presso il Ministero della sanità dessero queste garanzie e li pretendessero e  poi informassero con documentazione formale e non solo con un comunicato quanto dichiarano.

3) Fortunatamente gli animali sono stati tutti portati in salvo e affidati a famiglie e a strutture idonee, grazie ad un vero miracolo compiuto con lo sforzo di pochissimi volontari, attivi sul posto già da anni, conosciuti dalla LAV e con la quale collaborano.

Accogliamo con felicità la dichiarazione dell'associazione LAV che i cani sono stati portati in salvo ed affidati a famiglie e strutture idonee e poichè non vogliamo risposte  evasive, anticipo che non  vogliamo sentire , vedere  o leggere scritta la parola "privacy",   la solita scusa che si adduce per non dare spiegazioni sul destino dei cani.
Noi non vogliamo i cognomi delle famiglie ma, DESIDERIAMO SAPERE I NUMERI DI MICROCHIP DEI CANI CHE ERANO REGISTRATI  NELL'ANAGRAFE LOCALE, REGIONALE E NAZIONALE  COME APPARTENENTI AI COMUNI E DETENUTI PRESSO IL CANILE   DI RIETI ED IL LORO CAMBIO DI DESTINAZIONE PRESSO ALTRE ASL DEL TERRITORIO ITALIANO O STRUTTURE IDONEE (CI SAREBBE TANTO DA DIRE SULLA IDONEITà DI CERTE STRUTTURE!)
SULLA VOSTRA  GARANZIA PER L'ATTIVITA'  DEI VOLONTARI CHE COLLABORANO CION VOI ,NON METTIAMO LINGUA E  CHIARAMENTE NE RISPONDETE DIRETTAMENTE PERCHE' DICHIARATE DI CONOSCERLI.

4)Adesso il Comune di Rieti ha intenzione di realizzare un parco canile per i randagi della zona, seguendo i consigli e l’esperienza della LAV e delle Associazioni animaliste presenti sul territorio.

IL COMUNE DI RIETI AVREBBE POTUTO PENSARCI PRIMA ALLA REALIZZAZIONE DEL PARCO CANILE E ANCHE LA LAV AVREBBE POTUTO  METTERSI A DISPOSIZIONE PRIMA PER DARE QUALCHE CONSIGLIO SU COME SI GARANTISCE IL 3BENESSERE" DEI CANI NEI CANILI  !!!

5) siamo grati ai volontari che hanno messo in salvo tutti gli animali

Ci piacerebbe poter condividere con voi questa così sicura affermazione  di aver messo in salvo tutti gli animali!!!   Quando adotterete la trasparenza necessaria e doverosa moralmente e garantita dalla legge 281 del 92 verso questi esseri indifesi e sopratutto ignari di ciò che li aspetta quando sfortunatamente varcano i confini del territorio italiano dopo essere stati nell'inferno di un canile, solo allora noi che  siamo preoccupati fortemente per il destino che e'stato loro riservato, solo allora potremo tirare un respiro di sollievo. 

6) Unica nota stonata nella vicenda, una sterile polemica che serpeggia in internet relativa a presunti «traffici» illeciti computi sui cani di Rieti.
Sono rammaricata che un'associazione come la Lav alla quale sono stata iscritta fino allo scorso anno possa considerare "sterile polemica"  le prove pubblicati di cani di Rieti venduti sui siti tedeschi!!
Parlare  di "presunti" traffici mi sembra davvero  voler coprire il sole con una  rete a maglie larghe!!
Cosa c'è di presunto nel traffico degli animali che esiste e vi sono prove inconfutabili?

Un traffico non presunto  e sul quale persone senza scrupoli stanno  mettendo in piedi la loro fortuna. Se andassimo a  vedere come vivono bene quelle associazioni che continuano a piangere miseria  in Internet   e  contemporaneamente danno in adozione  diecine e diecine di cani ai tedeschi  forse non parleremmo più di presunti traffici sopratutto se poi scoprissimo che alcuni loro  dirigenti  hanno ville milionarie  non certamente per eredità familiare o per il sudato lavoro, ma  fortune nate dal nulla o meglio  realizzate sulle c.d.  "adozioni  tedesche "  dei cani.

7) La polemica è priva di qualsiasi prova o fondamento e rischia invece di ledere gli interessi degli animali e creare disturbo per le Associazioni coinvolte,che, ad ogni verifica, sono risultate estremamente professionali e attente al benessere dei cani, tratti in salvo soltanto grazie al loro meritevole operato.
Scusate il disturbo!!! 
Ma quale  interesse degli animali si lede se chiediamo TRASPARENZA??? se chiediamo che vengano pubblicati i loro chip e l'asl di partenza e  quella di destinazione?
NON VI SIETE POSTI LA DOMANDA CHE FORSE LA NOSTRA ATTENZIONE POTREBBE SALVARE QUALCHE CANE DA  UN DESTINO TANTO TERRIBILE E SOPRATUTTO DALL'ESSERE MESSO IN  VENDITA IN UNA VETRINA  VIRTUALE IN INTERNET COME OGGETTO INANIMATO?
DOVE E' FINITO IL VOSTRO GRANDE INTERESSE PER IL DESTINO DEGLI ANIMALI VITTIME DELLA VIVISEZIONE?
SE LE VOLONTARIE O LE ASSOCIAZIONI SONO DAVVERO COSì MERITEVOLI  ED ESTREMAMENTE PROFESSIONALI PERCHE' ALLORA NON METTONO IN ATTO UN ELEMENTO SERIO E PROFESSIONALE E CIOE' QUELLO DELL'INFORMAZIONE DETTAGLIATA E TRASPARENTE SULLA DESTINAZIONE DEI CANI?

SE POI LA LAV E'COSI' CONVINTA DEL  GRANDE MERITO  E LAVORO SVOLTO DALLE VOLONTARIE VI PROPONGO DI FAR DARE UNA MEDAGLIA AL MERITO DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA   E SE TALE RICHIESTA PROVIENE DALLA  LAV  CREDO CHE LA MEDAGLIA POTREBBERO  SICURAMENTE OTTENERLA ,  MA RICORDATEVI CHE LA RICHIESTA VA MOTIVATA CON TANTO DI PROVE DELLE PREGGEVOLI ATTIVITA' SVOLTA  PER SALVARE LA VITA DI TANTE CREATURE!!
SE COSI' FOSSE ,  MI SCAPPELLO!!
  
 8)La «caccia alle streghe» prenderebbe spunto dai contributi richiesti per le adozioni compiute all’estero alle famiglie affidatarie degli animali. Le Associazioni di volontariato animaliste hanno dimostrato con prove documentali che tali somme sono un rimborso, peraltro soltanto parziale, per le spese relative alle vaccinazioni e ai passaporti occorrenti per lo spostamento dei cani, oltre che per le cure sanitarie troppo spesso necessarie per far fronte alle patologie degli animali adottati.

Finalmente si ammette che le famiglie affidatarie sono all'estero, dove quindi viggono le leggi del territorio di quel paese!
Ma perchè ad una famiglia italiana che adotta un cane da un canile non vengono rimborsate  spese per eventuali cure  sanitarie  e non vi adoperate per  favorire  le adozioni dei nostri cani nel territorio? Quindi le volontarie vanno a loro spese fino in Germania per  consegnare i cani  alle "famiglie affidatarie" oppure qualche furgone con targa tedesca e senza l'autorizzazione a trasportare animali viene a prelevarli?  Ed i cani in vendita  su siti tedeschi con tanto di scritta proveniete da rieti chi li ha messi in vendita?
Le famiglie affidatarie o le volontarie meritevoli?

Tanto dovevo all'Associazione Lav cui ho versato regolarmente le quote come socia per alcuni anni, forse troppi anni!!

martedì 18 gennaio 2011

GRAZIE A TUTTI PER UN FURGONE CARICO CARICO DI.......CANI E GATTI ITALIANI


Aggiungi didascalia
Sentiamo il bisogno impellente di chiedere scusa a tutte le decine e decine di persone che hanno sottoscritto ai nostri tavoli la petizione "ti deporto a fare un giro" promossa dall'Enpa e volta anche alla richiesta di porre fine la trasferimento massiccio all'estero dei randagi........Noi siamo stupiti per quanto avvenuto, addolorati per aver supportato la petizione, contrari in toto su quanto patteggiato in sede ministeriale.
La raccomandata che segue diretta al Ministro della Salute Prof. Ferruccio Fazio, a firma di Angela Beduschi, consigliera delegata della UAI, Unione Antivivisezionista Italiana, spiega il perche' del totale dissenso verso questo provvedimento che, è in contrasto con la legislazione vigente e dichiara di voler garantire la "tracciabilità" degli animali MA.....................................................................


LA PROCEDURA

 Oggetto Procedura per la movimentazione di cani dai rifugi italiani per pratiche di adozione
 internazionale, condivisa ed elaborata, in base alle aspettative emerse nel corso della

 riunione del 19 novembre 2009 e alle osservazioni formulate dal gruppo di lavoro.




  1. La movimentazione di animali può avvenire solo ad opera di Associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o Enti morali aventi come finalità la protezione degli animali.
  2. Tali Associazioni, onlus o Enti morali aventi come finalità la protezione degli animali, devono comunicare per iscritto al Servizio Veterinario ASL competente per territorio che effettuano o intendono effettuare adozioni al di fuori del territorio nazionale.

  1. Gli animali movimentati devono obbligatoriamente essere identificati  con microchip e iscritti all’Anagrafe Canina nazionale.



  1. Tutti gli animali movimentati devono essere muniti del Passaporto comunitario previsto dal regolamento (CE) n.998/2003, recante l’attestazione sanitaria della avvenuta vaccinazione antirabbica e di eventuali trattamenti antiparassitari richiesti dal Paese di destinazione.

  1. Per ogni movimentazione le Associazioni, onlus o Enti morali aventi come finalità la protezione degli animali devono fare, con almeno 10 giorni di anticipo rispetto alla partenza degli animali, una comunicazione all’ASL territorialmente competente, specificando le generalità dell’Associazione ricevente e del privato cittadino che adotterà l’animale, il numero del relativo microchip e del Passaporto comunitario.

  1. Per ogni movimentazione, comunicata conformemente al precedente punto 5, il Servizio Veterinario della ASL territorialmente competente provvederà a rilasciare la certificazione sanitaria, che può essere cumulativa nel caso di più animali, conforme alla Direttiva 92/65 CE (Allegato E parte I) e a produrre il relativo messaggio TRACES (riportando nella parte I del TRACES, alla casella I. 31, il numero di ogni singolo passaporto e microchip) per l’Autorità sanitaria del Paese di destinazione; per tale scopo è necessario che le strutture di partenza e, parimenti, quelle di arrivo siano accreditate nell’ambito del citato sistema TRACES.

  1. Per ogni animale oggetto della movimentazione deve essere garantita, a cura dell’Associazione o privato cittadino che adotta l’animale, l’iscrizione nelle anagrafi o banche dati attivate nei Paesi di destinazione; tale adempimento comporta il coinvolgimento, per le dovute verifiche, delle Autorità di controllo del Paese di destinazione.

  1. Annualmente i Servizi Veterinari territorialmente competenti, tramite i Servizi Veterinari delle Regioni e Province autonome, trasmettono, entro il 31 gennaio dell’anno successivo, unresoconto di tali movimentazioni al Ministero della Salute - Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario.
  
La procedura prevista può essere completamente applicata soltanto attraverso la collaborazione con le Autorità competenti del Paese di destinazione (Germania, Austria, ecc.) alle quali viene proposto un protocollo bilaterale.

In via preliminare, prima che la procedura diventi operativa, è opportuno acquisire l’elenco delle Associazioni di protezione ufficialmente riconosciute nei Paesi comunitari di destinazione nonché l’elenco delle strutture accreditate nell’ambito del sistema TRACES, autorizzate a ricevere gli animali in questione, per permettere la corretta predisposizione e la trasmissione dell’informazione da parte delle autorità italiane di cui trattasi
Si richiama, infine, l’importanza del punto 7, l’applicazione del quale risulta indispensabile per consentire la piena e sicura rintracciabilità degli animali; su tale aspetto deve essere, quindi, assicurata la collaborazione delle Autorità di controllo del Paese di destinazione.

Fermo restando che, il trasferimento dei cani per l’adozione in altri Paesi non debba essere incentivato in quanto non rappresenta la soluzione al problema randagismo questa Amministrazione ritiene che,  tale pratica, può essere consentita solo se eseguita secondo una procedura condivisa e conforme alla normativa vigente.
Solo in questo modo, la movimentazione degli animali  può essere controllata e  ridimensionata mentre, l’adozione di altre misure già previste quali, l’identificazione, la registrazione in anagrafe e la sterilizzazione, possono contribuire significativamente alla riduzione e al contenimento del randagismo.
Infine, qualora non si riesca ad ottenere sufficienti garanzie da parte delle Autorità competenti dei Paesi di destinazione, si provvederà ad adottare tutte le opportune misure al fine di bloccare definitivamente tale movimentazione.



E interessante è anche il fatto che a decidere del futuro dei nostri cani su tale PROCEDURA sia invitata la tedesca veterinaria Dorothea Friz  e con grande fatica invece la rappresentante italiana della UAI, che risponde come di seguito.



Raccomandata A/R
AI Ministro della Salute
Prof. Ferruccio Fazio
Lungo Tevere Ripa 1
00153 Roma
Gent.mo Prof. Ferruccio Fazio
Milano, 21 marzo 2010
con riferimento alla comunicazione inviataci il 28/01/10 dal Vs. Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario - uff. VI Benessere Animale, con la presente ribadisco il mio più totale dissenso e la mia vivissima preoccupazione per l'intenzione espressa dai Vostri funzionari di voler emanare disposizioni miranti a "regolamentare la movimentazione di cani da rifugi italiani verso paesi europei per
pratiche di adozioni internazionali. Lo scopo dichiarato dell'iniziativa sarebbe quello di garantire una "tracciabilita" degli animali e di avere adeguate assicurazioni sulla loro destinazione".
Come già dichiarato alla riunione indetta al Ministero il 19/11/09 (riunione alla quale erano stati invitati solo alcuni veterinari regionali, ENPA. LAV, lega del Cane e lega Pro Animale) la nostra associazione, che conta 35.000 iscritti, notoriamente contraria da anni all'esportazione di randagi, non era stata convocata e ha potuto ottenere un invito solo grazie all'interessamento di un Senatore.
Con la presente, nella mia qualità di consigliera delegata dalla Associazione UAI-Unione Antivivisezionista Italiana dichiaro di ritenere in tutta coscienza che il Ministro della Salute ed i suoi collaboratori non debbano e non possano legalizzare con un provvedimento del genere una iniziativa che contrasta con la legislazione vigente e che sia invece auspicabile un rinnovato forte impegno per pretendere ed ottenere finalmente l'applicazione della normat iva vigente nel nostro Paese, ancora largamente disattesa in molte aree (Legge 281 agosto 91 e relative leggi regionali).
Solo obbligando Regioni, Comuni e Autorità Sanitarie competenti a fare il proprio dovere, prevedendo controlli e prendendo provvedimenti nei confronti degli inadempienti, anche con denunce per omissione d'atti d'ufficio, illeciti amministrativi, malgoverno o maltrattamento degli animali, si potrà parlare di tutela degli animali e prevenzione del randagismo.
L'inosservanza dell'obbligo d'iscrizione dei cani all'anagrafe canina, la mancata sterilizzazione, la pressione di molte amministrazioni ad inventare soluzioni alternative alla custodia e mantenimento dei cani (che coincide con l'interesse di molti soggetti pronti a prelevare animali da ogni dove, a costo zero, per intermediarli attraverso vari canali, per i vari scopi ) ha fatto si che negli ultimi anni siano svaniti nel nulla decine di migliaia di cani e gatti.
Un provvedimento come quello che e stato prospettato rappresenterebbe solo un escamotage per lasciare svuotare canili e rifugi compiacenti, eliminando costi e responsabilità, sia delle varie Autorità competenti, sia dei gestori, senza peraltro fornire garanzie di alcun tipo per la salvezza degli animali, ma favorendo semplicemente operazioni poco trasparenti a danno degli stessi.
La "tracciabilità" dei trasporti che vorrebbe essere studiata "adattando" allo scopo la Direttiva 92/65 in modo tra l'altro di potere fare carichi ingenti (trasporti superiori a 5 cani non sono infatti contemplati dal Regolamento CE 998/2003) garantirebbe (nel caso di trasferimenti alla luce del sole e non clandestini come sinora spesso accaduto) la sola identificazione dei luoghi di partenza e delle stazioni d'arrivo all'estero dei cani che una volta "ceduti" ai riceventi, potranno da questi ultimi essere destinati a chicchessia e per qualsiasi scopo, senza possibilità reale di controllo da parte di autorità o protezionisti italiani.
La cessione, la extraterritorialità e il sinora sempre evocato diritto alla privacy da parte degli intermediari italiani e dei destinatari esteri non consentiranno di sapere che fine faranno realmente i nostri cani, diventati merce da esportare con il sistema "traces" usato per gli animali da reddito (vedi appunto Direttiva 92/65).
Si tratterebbe di regolamentare un vero e proprio commercio di randagi e il conseguente "abbandono" dei nostri cani in paesi dove, tra l'altro, vigono leggi molto permissive in tatto eutanasia (vedi problemi comportamentali, malattie trasmissibili, ecc.) e in materia di sperimentazione, si ricordi che in Germania ad esempio alcuni esperimenti non hanno bisogno di autorizzazione preventiva e possono essere solo "segnalati" e che nei laboratori finiscono anche animali provenienti da rifugi. Non và poi dimenticato che in Germania un privato cittadino può cedere il proprio animale malato ai laboratori.
Non è pertanto possibile credere di potere ottenere che, con queste premesse e con questi aspetti commerciali del problema, Autorità Pubbliche dei Paesi Europei nei quali verrebbero esportati i nostri randagi accettino ( sulla base delle nostre normative) obblighi di controllo attinenti alla destinazione finale dei cani e alla protezione degli stessi per garantirci che ad essi non accadrà nulla di male. Perché dovrebbero farlo Perché uno Stato straniero dovrebbe farsi carico d'accogliere, mantenere, curare e proteggere migliaia di cani. intermediati da organizzazioni di vario tipo, provenienti oltre che dall' Italia, da Grecia, Portogallo, Spagna, Turchia, Serbia, Ungheria, Polonia, Romania, Africa del nord, Asia, Paesi dell'Europa dell'est. Isole mediterranee, isole atlant iche, Colombia ecc, ecc" se la cosa rappresentasse solo costi per la "vigilanza" e costi per la "gestione!"( senza altro scopo?)
Ci risulta molto difficile allontanare "i cattivi pensieri" anche perché dal punto di vista sanitario tali paesi dovrebbero porsi, come già accade, serie domande e provvedere a fare seri e costosi controlli sanitari, visto che ad esempio piu di una volta i furgoni pieni di cani fermati in Ilalia o alla frontiera trasportavano animali accompagnati da falsi libretti, attestati di vaccinazioni in realtà mai fatte o retrodatate (vedi antirabbica), portatori di gravi malattie anche trasmissibili. Tali animali non certo ambiti per eventuali "adozioni contro offerta" potrebbero essere soppressi o ceduti alla ricerca perché la loro "cura" rappresenterebbe solo costi elevati che "non pagano". Và poi considerato che dal momento del passaggio alla frontiera i nostri cani saranno sottoposti solo alle leggi vigenti del Paese di destino, il che non ci lascia per nulla tranquilli poiché da quel momento non saranno possibili interventi o controlli da parte delle Autorità o delle Associazioni Italiane, salvo rogatorie internazionali della cui inefficacia abbiamo più volte avuto prova.
Ai Veterinari ASL italiani che volessero fugare per conto terzi qualche dubbio verrà forse offerto un viaggio con soggiorno di due giorni (a spese di chi, ed con quale incarico fuori da lla loro competenza territoriale?) per visite pilotale dalle quali torneranno senza avere in sostanza verificato alcunché (è già successo e i loro racconti non hanno c:onvinlo nessuno).
Un provvedimento come quello che codesto Ministero si appresta a predisporre renderebbe di fatto impossibile recuperare qualsiasi animale, neppure per restituirlo al suo legittimo proprietario, che avrebbe il diritto di rientrare in possesso per un anno dal momento della perdita per furto o smarrimento.
In Germania ( Paese da W.55. indicato tra altri come luogo di destinazione dei cani) non esiste anagrafe canina pubblica quindi non vi è obbligo d'iscrizione del cane (tranne che per alcune rare tipologie ): esiste solo la possibilita di registrare il proprio animale ad anagrafi di tipo privato (TASS0 - Deutsches Haustier Register DTSB) quindi, ammesso che un nostro randagio venga effettivamente ceduto a terzi, ammesso che gli venga lasciato il microchip che avrebbe dovuto avere alla partenza (e che questo non gli venga successivamente tolto dichiarando "morto" il cane, (come sempre succede per i cani rubati) sappiamo che sarà comunque impossibile indagare in Germania su passaggi di proprietà dei cani: la stessa cosa dicasi per altri Paesi nei quali potrebbero finire i nostri animali.
Per nulla tranquilli ci lascia poi il capitolo III del la famosa Convenzione Europea, recentemente recepita dall'Italia, che dall'art. 12 cita: Capitolo III articolo 12- Riduzione del numero di animali randagi.
Quando una Parte ritiene che il numero di animali randagi rappresenta un problema per detta Parte, essa deve adottare le misure legislative e/o amministrative necessarie a ridurre tale numero con metodi che non causino dolori, sofferenze o angosce che potrebbero essere evitate.
a) Tali misure debbono comportare che: 1. se questi animali debbono essere catturati, ciò sia fatto con il minimo di sofferenze fisiche e morali tenendo conto della natura dell'animale; 2. nel caso che gli animali catturati siano tenuti o uccisi, ciò sia fatto in conformità con i principi della presente Convenzione. La nostra legge n. 281 del 1991 e la legge 189 del 2004 dicono cose molto diverse, ben in contrasto con tale articolo che da licenza di uccidere se vi è un sovrannumero! Tutto questo deve fare riflettere soprattutto i protezionisti e anche le Autorità che pretendono di agire con il loro consenso.
Le ulteriori altre informazioni dovrebbero fare riflettere chi si appresta a legalizzare l'esportazione del nostri cani: pericolo che una disposizione di questo tipo, rivestendo carattere commerciale, attiri l'attenzione di nuovi altri soggetti, veri e propri commercianti, neppure bisognosi di spacciarsi per protezionisti, pronti a cercare facili guadagni visto che la merce sarebbe a costo zero; crisi in Germania con conseguenti abbandoni di animali per difficoltà economiche; conseguente difficoltà ad esempio del DTSB a gestire più di 500 canili sovraffollati e appello dello stesso alle Autorità per ottenere aiuti statali da prevedersi nella loro "finanziaria", con previsioni dichiarate di non poter garantire la continuità dell'assistenza oltre i prossimi 16 mesi se le cose non cambieranno; se vi fosse veramente la capacità da parte di associazioni protezioniste tedesche di assorbire decine di migliaia di cani provenienti dai Paesi definiti incivili, sottosviluppati e torturatori di animali (precedentemente indicati) i canili tedeschi dovrebbero essere vuoti perché per logica i cittadini zoofili tedeschi prima di andare a cercare "adottandi" all'estero salverebbero i loro cani e "qualcuno" non avrebbe bisogno di continui "flussi" da mettere su particolari siti internet per l'intermediazione "contro offerta" (dai 250 ai 400 euro a cane) con appelli lacrimevoli.
Provvedimento del Governo Greco per impedire l'esportazione dei loro randagi. Qualcuno alla riunione ha avuto il coraggio di obiettare che tale provvedimento non è legale perché con il Shengen nessuno può impedire la "libera circolazione delle merci " nella Comunità; in effetti per molti di coloro che prelevano cani in numero elevato gli stessi sono solo merce, cosa che per noi non sarà mai; fenomeno "staffette/stalli" assolutamente fuori controllo con movimentazione di cani e gatti (da sud a nord) spesso malati che causano tragedie in rifugi. Tali animali non sempre trovano adozioni vista la leggerezza con cui vengono intermediati e spesso finiscono nelle filiere dell'esportazione. Il numero elevato di soggetti trasportati e le offerte che vengono chieste agli adottanti per coprire spese di viaggio e di presunte spese veterinarie in taluni casi fanno anche pensare ad una attività.
REACH: nei prossimi anni 100.000 sostanze chimiche (molte delle quali già sul mercato) verranno testate o ritestate per verificarne la pericolosità. E' previsto l' utilizzo di milioni di animali (cani e gatti compresi!).
Dopo la riunione una funzionaria del ministro sosteneva che per la sperimentazione e la vivisezione vengono usati solo "beagl!" appositamente allevati ( come a dire che per i nostri randagi/meticci il pericolo di finire in certi canili non esisterebbe). Quando le ho detto che non era vero, ha ammesso che per le ricerche su malattie cardiache, renali,
oncologiche, metaboliche, del sistema immunitario, degli organi interni, muscolo scheletriche, neurologiche. per sperimentazioni chirurgiche, ortopediche, trapianti, applicazioni di valvole. protesi ecc. ecc. và benissimo qualsiasi tipo di cane o gatto. Ha anche ammesso di sapere che i meticci o cani di diversa provenienza costano meno e anche
che sono piil indicati per esperimenti per i quali si richiede l'ut ilizzo di animali con caratteristiche genetiche differenti.
Dal tenore della Vs. comunicazione e dal testo reso pubblico dall' ANMVI con la risposta alla inlerpellanza dell'On. Mancuso deduciamo che siete intenzionati a procedere nel progetto di emanare il provvedimento che regolamenti l'espatrio dei nostri randagi presenti In canili e rifugi (e tanti altri cani che vengono abbandonati, rubati, persi, ceduti in buona fede e che verranno, come già succede, raccattati per lo stesso scopo).
Ci auguriamo che abbiate un doveroso ripensamento e che non siate sostenuti da Responsabili dei Serv. Veterinari ( i quali sanno benissimo che là dove la legge viene rispettata ed applicata e vi è sinergia tra le Autorità locali e serie Associazioni le cose funzionano molto bene e il problema randaglsmo viene affrontato con buoni risultati).
Mi auguro anche che le Associazioni protezioniste italiane ( da Voi coinvolte, per usare un Vs. termine, e presenti alla riunione nel 19/11/09 ( ENPA LAV e Lega del cane) vorranno rendere pubblica la loro dissociazione da una iniziativa del genere, dopo avere raccolto il parere delle loro "basi" che senz'altro non vorranno rendersi responsabili di mandare i
nostri animali incontro a un destino incerto e proprio per questo pericoloso, quindi contrario agli scopi statutari.
Se cosi non sarè le Autorità saranno le prime a dare il cattivo esempio, trovando scappatoie che consentono d'eludere la legge e le Associazioni che condivideranno il progetto  dovranno rendere pubblica la loro posizione, decidendo liberamente di rischiare, sulla pelle degli animali, un giudizio di condanna d a parte dei loro iscritti e simpatizzanti e della gente comune, stanchi di sostenere campagne, raccolte di fondi e di firme che potrebbero sembrare solo ricerche di nuovi consensi per rafforzare la propria immagine e il peso politico.
Se cosi non sarà gli "eletti" avranno perso una buona occasione per non deludere le aspettative e l'impegno di  protezionisti e comuni cittadini che credono nella legalità e nel progresso della sensibilità pubblica e privata.
Concludo osservando che il "progetto" risulta essere in palese contraddizione con quanto da VV SS disposto con l'ordinanza del 16/07/09 (non allontanamento dei cani dalle aree di pertinenza) promossa e tutt'ora sostenuta da questo Ministero.
Tanto vi scrivo nella speranza che le informazioni fornite e che con ogni probabilità, pur essendo a disposizione del Vs. uffici non vi sono pervenute, possano indurre ad un proficuo ripensamento e bloccare l'iniziativa.
Distinti saluti
(Angela Beduschi)










LAV, ENPA, LEGA DEL CANE, LEGA PRO ANIMALE DI DOROTHEA FRIZ, NESSUNO TRANNE  L'ASSOCIAZIONE UNA, NELLO SPECIFICO UNA CREMONA, QUI RAPPRESENTATA DALLE PAROLE SCRITTE  DA ANGELA BEDUSCHI DELLA UAI, NESSUNO RIPETO HA PRESO LE DISTANZE DA QUESTA MOVIMENTAZIONE DI CANI DAI RIFUGI ITALIANI VERSO L'ESTERO (EVVIVA PER LA PETIZIONE DELL'ENPA...).
GLI ATTORI: IL GRUPPO DI LAVORO DELL'ONOREVOLE FRANCESCA MARTINI

QUI FRANCESCA MARTINI CON CARLA ROCCHI, PRESIDENTE ENPA. 
 PROMUOVONO  LA PETIZIONE, DOVE LA FOTO EVOCA, COME LA PAROLA "DEPORTAZIONE"  I LAGER TEDESCHI......INTUIZIONE? PREVEGGENZA? DIFFICILE DIRLO, FONDAMENTALE E' CHE ERA CENTRATO IL PROBLEMA, SI SAPEVA E SI SA' ALTRIMENTI QUELL'IMMAGINE E QUELLA PAROLA CHE INDICANO CONSAPEVOLEZZA, NON SAREBBERO STATE USATE, MA QUESTO IN UN PRIMO MOMENTO, POI INVECE IL TRADIMENTO DELL'ASPETTATIVA CREATA DALLA PETIZIONE......MA ANCHE DELLA FUNZIONE DI QUESTA COME DELLE ALTRE ASSOCIAZIONI PRESENTI 
GIANLUCA FELICETTI PRESIDENTE DELLA LAV
LAURA ROSSI PRESIDENTE LEGA DEL CANE
DOROTHEA FRIZ DELLA LEGA PRO ANIMALE

DOROTHEA FRIZ E' UNA VECCHIA CONOSCENZA DELLA PREOCCUPANTE  STORIA "ANIMALISTA ITALO-TEDESCA". E' UNA VETERINARIA TEDESCA CHE SI E' INSEDIATA DA MOLTISSIMI ANNI NEL TERRITORIO DI CASTELVOLTURNO, E SOSTENUTA GIA' NEL 1984 IN QUESTO IMPEGNO,  DALLA PRO ANIMALE, ORGANIZZAZIONE TEDESCA CHE IN GERMANIA HA AVUTO MOLTISSIMI PROBLEMI.
E' STATA ALLA RIBALTA DELLE CRONACHE NAZIONALI NEL 1996, PER IL FERMO DI UN SUO FURGONE CHE TRASPORTAVA CANI DEL SUO CENTRO DI STERILIZZAZIONE,VERSO SVIZZERA E GERMANIA
QUI I CANI SONO 40 E IL LORO TATUAGGIO DI IDENTIFICAZIONE NON RISULTA A NORMA
QUI I CANI SONO GIA' 38
MA ECCO UNA BELLA FOTO DEL FURGONE, E LA DATA NON E' NOVEMBRE MA 13 GIUGNO 1995 E QUESTE SONO LE FOTO ORIGINALI DEL FERMO.

QUESTE PERSONE HANNO DECISO E DECIDONO IL DESTINO DEI NOSTRI ANIMALI
Alma Galli