C'era una volta, là/ dalle parti di Chissà,/ il paese dei bugiardi./ In quel paese nessuno/ diceva la verità,/ non chiamavano col suo nome/ nemmeno la cicoria:/ la bugia era obbligatoria./ Quando spuntava il sole/ c'era subito uno pronto/ a dire: "Che bel tramonto!"/ Di sera, se la luna/ faceva più chiaro/ di un faro,/ si lagnava la gente:/ "Ohibò, che notte bruna,/ non ci si vede niente"./ Se ridevi ti compativano:/ "Poveraccio, peccato,/ che gli sarà mai capitato/ di male?"/ Se piangevi: "Che tipo originale,/ sempre allegro, sempre in festa./ Deve avere i milioni nella testa"./ Chiamavano acqua il vino,/ seggiola il tavolino/ e tutte le parole/ le rovesciavano per benino./ Fare diverso non era permesso,/ ma c'erano tanto abituati/ che si capivano lo stesso. / Un giorno in quel paese/ capitò un povero ometto/ che il codice dei bugiardi/ non l'aveva mai letto,/ e senza tanti riguardi/ se ne andava intorno/ chiamando giorno il giorno/ e pera la pera,/ e non diceva una parola/ che non fosse vera. / Dall'oggi al domani/ lo fecero pigliare/ dall'acchiappacani/ e chiudere al manicomio./ "E' matto da legare:/ dice sempre la verità"./ "Ma no, ma via, ma và ..."/ "Parola d'onore:/ è un caso interessante,/ verranno da distante/ cinquecento e un professore/ per studiargli il cervello ..."/ La strana malattia/ fu descritta in trentatre puntate/ sulla "Gazzetta della bugia"./ Infine per contentare/ la curiosità popolare/ l'Uomo-che-diceva-la-verità/ fu esposto a pagamento/ nel "giardino zoo-illogico"/ (anche quel nome avevano rovesciato ...)/ in una gabbia di cemento armato./ Figurarsi la ressa./ Ma questo non interessa./ Cosa più sbalorditiva,/ la malattia si rivelò infettiva, / e un po' alla volta in tutta la città/ si diffuse il bacillo/ della verità./ Dottori, poliziotti, autorità/ tentarono il possibile/ per frenare l'epidemia./ Macché, niente da fare./ Dal più vecchio al più piccolino/ la gente ormai diceva/ pane al pane, vino al vino,/ bianco al bianco, nero al nero:/ liberò il prigioniero,/ lo elesse presidente,/ e chi non mi crede/ non ha capito niente.


(Gianni Rodari, Il paese dei bugiardi, Le favole a rovescio).

mercoledì 1 giugno 2011

ANCORA ELISABETTA GREGORI E LOREDANA PRONIO SU RIETI

Di Loredana Pronio ho parlato qui, qui e qui e se ne può dedurre che la sua disponibilità  verso Elisabetta Gregori è grande, come grande è la sua capacità di diffamarmi. Mi auguro in ogni caso che anche Loredana Pronio dia indicazioni attendibili sui tantissimi cani di Rieti in Germania, poichè si è resa garante dell'operato di Elisabetta Gregori.
  .
Ora sulla  bacheca di Loredana Pronio, il post di Mara Angotti  Qui il link indicato nel post.

Elisabetta Gregori  ed  Ezio Calducci, entrambi qui responsabili di Ulmino per Rieti ed entrambe poi, un mese dopo, firmatari del Protocollo d'intesa con Hundepfoten in Not per deportare i cani di Rieti, prima del cambiamento di opinione, da leggere bene perchè non è uno scherzo


Sopra riportate le dichiarazioni di Ezio ( Ezio Calducci) e Betty (Elisabetta Gregori) nel settembre 2006: "Ciò da cui ci dissociamo e prendiamo ampiamente le distanze sono il metodo, la reticenza, la presunzione e questo "scudo"messo avanti tutto: la fiducia. Questa è la nostra esperienza, ci auguriamo che quella di altri sia diversa, che oggi le cose siano diverse, ma non accontentatevi mai solo di promesse e parole".
 Ed ecco che miracolosamente,  Il 23 ottobre 2006 entrambe, FIRMANO IL PROTOCOLLO D'INTESA CON HUNDEPFOTEN IN NOT, NELLA PERSONA DI CLAUDIA ROECKL, PER MANDARE I CANI IN GERMANIA (qui) dopo aver dichiarato pubblicamente la loro esperienza totalmente negativa nei suoi confronti, solo un mese prima.



Betty di Ulmino Per Rieti scrive:
premetto che bazzico poco su fb quindi se non rispondo ai commenti non è per cattiveria ma proprio perchè non li vedo... e premetto che  io non mi occupo di adozioni estere ma ho seguito apprezzato e ringraziato volontari e associazioni este...re che si sono occupati, come me, di salvare i cani di questo maledetto canile in tutti questi anni, imparando a conoscere il loro operato dopo averlo duramente attaccato per molto tempo per le "solite" paure di tutti (cioè di chi parla senza voler conoscere). due sole "contro" domande: 1) perchè tutti chiedono a tutti tranne che ai diretti interessati? - 2) chi dice che i cani di rieti sono in canili dove dopo 3 giorni vengono soppressi???.prima di parlare bisognerebbe conoscere... nessun cane di rieti è in canili dove si praticano soppressioni, molti sono stati adottati e molti aspettano ancora perchè per i miracoli credo che tutti si debbano ancora attrezzare 

"io non mi occupo di adozioni estere", ma ha firmato un protocollo d'intesa per mandarli in Germania e poi se non si occupa di adozioni estere, come può esserne garante come ripetutamente afferma? Eppure anche qui..... 


qui si dice che Claudia, Giulia, Betty stanno:lavorando a stretto contatto con la neonata associazione "Hundehilfe". Claudia, Giulia e Betty, i nostri principali attori sul posto in Italia. Esse ci forniscono informazioni circa i cani in forma di immagini e mini filmati, fanno le loro visite al Canile. Claudia organizza e coordina le formalità di emigrazione, porta i cani dai veterinari, fà colloqui con le autorità.....

E ora una stranezza. Giorni addietro avevo pubblicato su facebook questo link mettendo in rilievo i nomi delle signore 


ed ecco cos'è successo
Claudia e Giulia restano, ma Betty non c'è piu', sarà un caso? Restano però pubblicati i cani di Stroncone  (qui) e del Dog Village dove sono cani che erano a Rieti (qui).
Dei cani di Stroncone ne avevo parlato (qui) .

Sempre Betty poi scrive:" molti sono stati adottati e molti aspettano ancora perchè per i miracoli credo che tutti si debbano ancora attrezzare". Ma allora mi chiedo se avete mentito tutti perchè è stato pubblicato ovunque che tutti i cani erano stati non messi in stallo, non messi in pensione MA TUTTI ADOTTATI confondendo sovente peraltro e con accanimento, il termine ADOTTATO con MESSO IN VENDITA IN GERMANIA qui,  qui, qui, qui, qui, qui, qui.

Credo si inizi a capire che qualcosa non và. Tutta la conversazione della Gregori è basata sul garantire senza dimostrare e  purtroppo quanto si può dimostrare, non pare concordare con quanto la stessa asserisce sempre in toni decisamente sgradevoli oltre che palesemente inaffidabili nei contenuti.
Si guarda bene dal parlare dei cani scappati e ne è costretta dall'intervento di Mara Angotti: "Nella pagina "entlaufen" invece c'è una cagnolina Trisha che è scappata dallo stallo" dove risponde normalizzando il tutto parlando di 3 cani. Si guarda bene dal parlare di quelli che finiscono in posti di stallo orrendi dove sono oggetto di maltrattamenti qui, qui o di quelli che aspettano mesi prima di essere curati, perchè nessuno vuole pagare le spese qui.

E ancora la Gregori è, come pare in altri casi, decisamente male informata o mente sapendo di mentire e scrive: "e per inciso: sia una delle "signore" che passano PASSIVAMENTE il tempo a infangare l'ATTIVISMO degli altri, sia organi istituzionali, sia membri di associazioni contrarie alle "deportazioni" sono stati invitati in germania a vedere con i loro occhi dove sono questi cani... NESSUNO HA ACCETTATO L'INVITO. a voi le considerazioni.."

Il mio rapporto assolutamente sterile con Hundepfoten  in Not, è pubblicato da tempo su questo blog come lo ha pubblicato Charity Watch  quindi dovrebbe sapere che L'INVITO E' STATO ACCETTATO DA PERSONE ACCREDITATE, CHE HUNDEPFOTEN IN NOT HA RIFIUTATO DI RISPONDERE E DI DARE INFORMAZIONI SUI CANI DI RIETI DEPORTATI ILLEGALMENTE IN GERMANIA (qui)

RISPOSTA DI HUNDEPFOTEN IN NOT: "La risposta della presidente di Hundepfoten in Not, arrivata pochi giorni dopo, non corrisponde affatto al tono usato nella lettera da noi  inviata . Si parla di “manovalanza” di una certa  signora Alma Galli, di “bugie”,  di calunnie e campagne diffamatorie”. Charitywatch.de è descritto come  “solo un portale Internet”, a cui l’associazione di sicuro non darà né informazioni né dati. Hundepfoten in Not ammette espressamente il rifiuto al dovere della trasparenza imposta alle associazioni Onlus. L’animalista italiana viene rimproverata :”Ma chi è la signora Alma Galli, che si crede di incaricare delle persone qualsiasi o addirittura un Portale Internet, come  è stato fatto?”

LA MIA RISPOSTA:Considerazioni e puntualizzazioni di Alma Galli a quanto sopra


Premesso che il Protocollo d'intesa per i cani del canile di Colle Arpea in Rieti (convenzione tra l’associazione tedesca Hundepfoten in Not  il gestore del canile di Rieti il sig.Leonardo Bordi ed il Comune di Rieti firmata  il 23 ottobre 2006) è depositata presso due Procure della Repubblica per gravi irregolarità e violazioni della Legge 281 del 1991…
 Si fa notare quanto segue:
L’associazione tedesca Hundepfoten in Not   secondo la normativa appena citata ed  in vigore in Italia  non è autorizzata a portare all’estero animali da compagnia protetti appunto dalla legge. 
Incorrono nella stessa responsabilità e quindi violazione della legge in vigore  se fossero  le associazioni  animaliste italiane   stesse a rendersi complici di tali violazioni e che appunto  attraverso  volontari ed iscritti all’associazione  italiana effettuassero tali trasporti di animali da compagnia verso l’estero.
 La violazione della legge consiste appunto nell’esportazione all’estero  di numerosi  animali da compagnia severamente protetti dalla L.281 del 1991 e dalle  leggi  e regolamenti regionali  che hanno recepito la suddetta legge dello Stato.
Il rifiuto da parte dell’associazione  Hundepfoten in Not di fare  effettuare  una verifica  sulla destinazione  dei cani dell’elenco suddetto  persino a loro concittadini  ai quali la  sottoscritta ha conferito formale delega , la dice lunga. I cani dell’elenco  sono  o erano cani  randagi  già “ospiti”del canile di  Rieti e  sono  stati ritrovati in vendita in portali tedeschi.
 La suddetta Associazione che si definisce ONLUS ed avanza problemi di privacy lì dove non vi sono, nel contempo  non rispetta la trasparenza della gestione e dell’operato  che è proprio di un’associazione a fini non lucrativi.

A coloro che  contestano il mio diritto di cittadina  che nutre  amore per gli animali (ed una  forte preoccupazione per la sorte di centinaia, forse migliaia ed ancora più, di cani  che loro malgrado dopo essere vissuti in canili lager sono stati portati all’estero e dei quali si sono  nella stragrande maggioranza dei casi perse le tracce),  di poter chiedere ed ottenere notizie certe sul destino dei cani  dell’elenco fornito e sopra riportato, voglio  ribadire  che la Costituzione della Repubblica Italiana garantisce ad ogni cittadino  il diritto di poter denunciare le illegalità delle quali  viene a conoscenza ed in  particolare  desidero  ricordare  che in quella che oggi comunemente viene chiamata “l’età dei diritti”(N.Bobbio) per una serie di diritti in campi diversi che non sto qui ad elencare , trova posto anche(grazie al  mutamento e all’evolversi  della sensibilità sociale  verso gli animali), “il sentimento per  gli animali e degli animali” un sentimento sancito anche dalla legge italiana e precisamente nel codice penale lì dove  dopo il titolo IX del Libro II  del Codice Penale è inserito   il Titolo IX  BIS “DEI DELITTI CONTRO IL SENTIMENTO PER GLI ANIMALI”  a seguito della L.189 del 20  Luglio 2004.  

Concludo informando Elisabetta Gregori, che è stata da me denunciata in data 19 maggio 2011. Ai Magistrati potrà dare risposte complete alle tante domande che certamente le verranno poste e stia certa che le saranno fatte direttamente.

Alma Galli

1 commento:

  1. maria elena caligiore1 giugno 2011 20:40

    Leggere queste conversazioni in FB e poi venire a conoscenza della realtà che c'è dietro e della falsità che contraddistingue coloro che prima dichiarano di non essere responsabili della deportazione dei cani,ma firmano l'accordo per deportarli, lascia senza parole. Fa montare una rabbia immensa e una voglia di Giustizia che dobbiamo dare a tutte quelle creature che sono sparite nel nulla, che sono in vendita anche attualmente in siti tedeschi, che sono "in stallo" (si fa per dire!) in paesi esteri e che hanno avuto una grande disgrazia: essere finite nelle mani di chi si dichiara benefattore, volontario animalista e vive invece sulla pelle e sulle deportazioni dei cani. Se così non è, allora dimostrino di cosa vivono e mostrino la fonte dei loro guadagni. Chi ha a che fare con gli animali DEVE ESSERE UNA ASSOCIAZIONE SERISSIMA, un ENTE MORALE e non i primi che si incontrano per strada e pensano di poter decidere del destino di creature innocenti ed indifese.

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