C'era una volta, là/ dalle parti di Chissà,/ il paese dei bugiardi./ In quel paese nessuno/ diceva la verità,/ non chiamavano col suo nome/ nemmeno la cicoria:/ la bugia era obbligatoria./ Quando spuntava il sole/ c'era subito uno pronto/ a dire: "Che bel tramonto!"/ Di sera, se la luna/ faceva più chiaro/ di un faro,/ si lagnava la gente:/ "Ohibò, che notte bruna,/ non ci si vede niente"./ Se ridevi ti compativano:/ "Poveraccio, peccato,/ che gli sarà mai capitato/ di male?"/ Se piangevi: "Che tipo originale,/ sempre allegro, sempre in festa./ Deve avere i milioni nella testa"./ Chiamavano acqua il vino,/ seggiola il tavolino/ e tutte le parole/ le rovesciavano per benino./ Fare diverso non era permesso,/ ma c'erano tanto abituati/ che si capivano lo stesso. / Un giorno in quel paese/ capitò un povero ometto/ che il codice dei bugiardi/ non l'aveva mai letto,/ e senza tanti riguardi/ se ne andava intorno/ chiamando giorno il giorno/ e pera la pera,/ e non diceva una parola/ che non fosse vera. / Dall'oggi al domani/ lo fecero pigliare/ dall'acchiappacani/ e chiudere al manicomio./ "E' matto da legare:/ dice sempre la verità"./ "Ma no, ma via, ma và ..."/ "Parola d'onore:/ è un caso interessante,/ verranno da distante/ cinquecento e un professore/ per studiargli il cervello ..."/ La strana malattia/ fu descritta in trentatre puntate/ sulla "Gazzetta della bugia"./ Infine per contentare/ la curiosità popolare/ l'Uomo-che-diceva-la-verità/ fu esposto a pagamento/ nel "giardino zoo-illogico"/ (anche quel nome avevano rovesciato ...)/ in una gabbia di cemento armato./ Figurarsi la ressa./ Ma questo non interessa./ Cosa più sbalorditiva,/ la malattia si rivelò infettiva, / e un po' alla volta in tutta la città/ si diffuse il bacillo/ della verità./ Dottori, poliziotti, autorità/ tentarono il possibile/ per frenare l'epidemia./ Macché, niente da fare./ Dal più vecchio al più piccolino/ la gente ormai diceva/ pane al pane, vino al vino,/ bianco al bianco, nero al nero:/ liberò il prigioniero,/ lo elesse presidente,/ e chi non mi crede/ non ha capito niente.


(Gianni Rodari, Il paese dei bugiardi, Le favole a rovescio).

lunedì 28 dicembre 2015

S. VITTORE DEL LAZIO, COMUNE VIRTUOSO PER LA TUTELA DEI NOSTRI RANDAGI

ll titolo dice tutto ed il merito và al Sindaco, Avvocato Nadia Bucci, che ha con grande sensibilità stipulato la convenzione tra il Comune ed il canile che ospita i suoi randagi in attesa di adozione, con una formula chiara ed efficace per la loro reale tutela, escludendo le "adozioni" all'estero; ugualmente il merito alla responsabile del randagismo, Signora Cinzia Valente, che ha con la Sua esperienza nel settore specifico unito al sentimento per gli animali, affrontato il problema e sollecitata la soluzione. Questo oltre a seguire personalmente con dedizione e fermezza, ogni singola adozione dei randagi di San Vittore del Lazio, così che le adozioni avvengano nel rispetto della convenzione fatta.
Un post in fb, conferma la determinazione e il coinvolgimento emotivo della stessa, elementi indispensabili per una battaglia che posso garantire in prima persona, durissima
.

Il fatto importante  è l'art. 5 della convenzione stipulata col canile di riferimento che in due righe, fà una giusta rivoluzione.
Ripeto, perchè questo è di capitale importanza ed è una formula efficace per il reale controllo delle adozioni: I CANI DI PROPRIETA' DEL COMUNE NON POSSONO ESSERE ADOTTATI DA ASSOCIAZIONI E NON POSSONO ESSERE DATI IN ADOZIONE ALL'ESTERO. 
Sono infatti le "associazioni animaliste" che col consenso di sindaci ed asl, li movimentano verso l'estero  spesso intestandoseli, quindi impedendolo buona parte del problema è risolto. I sindaci dovrebbero in questo caso ricordare che, se gli animali mandati all'estero non risultassero poi rintracciabili, dovranno risponderne, perchè ne sono responsabili.
Esautorare le associazioni tutte, da un potere malato che gli consente di prendere quanti cani vogliono, pretenderli (sovente senza i documenti di legge) spesso con un'arroganza ed aggressività difficili da comunicare a chi non la vive perchè oltre ogni limite del pensabile, spedirli poi  senza sentirsi in obbligo verso tutti, di una totale trasparenza, perchè tutti i contribuenti hanno diritto di sapere dove siano i loro animali. è assolutamente inaccettabile.
Ricordo la trasparenza inesistente dell'organizzazione "animalista" Hundepfoten in Not che mai ha dato risposte (qui) sui cani dalla stessa movimentati  e di cui avevo chiesto, movimentazioni attuate con l'avvallo di "associazioni animaliste" italiane e che a tutt'oggi continuano senza problemi. A volte cambiano i nomi, ma i rifornimenti sono garantiti.  D'altro canto è bene considerare che in generale, per queste "adozioni" spesso le "associazioni animaliste" locali, per la loro azione di volontariato, percepiscono denaro, dai 100 (raramente) ai 400/500 euro per ogni cane "adottato", dipende dalla premura dei Comuni, di liberarsi degli animali. 
                                                              
    "Associazioni animaliste" italiane che con infinita arroganza si fanno garanti di "associazioni animaliste"straniere (tutte per legge con licenza di commercio di vertebrati e partita IVA), e sostengono la liceità dell'impedire adozioni a cittadini italiani abitanti sul posto, a favore di gruppi stranieri. Come esempio la storia di Remì e come questa, tante.    (qui)     (qui)                                                                
    
                                                                           Augurandomi che quanti più Comuni possibile, capiscano l'importanza della Convenzione stipulata dal Comune di San Vittore del Lazio e del suo Art.5, e la facciano propria, pubblico il testo integrale della stessa, così che sia di aiuto a chi voglia farne buon uso. 
Se vogliamo adozioni controllate, se vogliamo impedire movimentazioni che non garantiscono la tracciabilità dei nostri animali che deve invece essere certa come scritto  nell'ordinanza del TAR umbro(qui), questo è un sistema semplice ed efficace, praticato ora dal virtuoso Comune di S. Vittore del Lazio e praticabile da tutti i Comuni, nel vero rispetto delle leggi italiane per la tutela degli animali d'affezione.

SCHEMA TIPO DELLA CONVENZIONE
CONVENZIONE TRA IL COMUNE DI ……………………………....(FR) E LA COOPERATIVA SOCIALE “PERCORSO SICURO” A R.L. PER IL RICOVERO ED IL MANTENIMENTO IN VITA DEI CANI ACCALAPPIATI SUL TERRITORIO COMUNALE AI SENSI DELL’ART. 18 L.R. 34 DEL 21/10/1997


Il Comune di  …………………………….(FR) nella persona di ……………………….……….….., in qualità di ……………………….., nato a …………………….. il ………………

                                                  &

la Società Cooperativa Sociale “Percorso Sicuro a r.l.” con sede legale in Giuliano di Roma, contrada Pietro Maggio 34/A e sede lavorativa in Sgurgola (Fr), Via Ravetta 3/5, loc. Tagliata, P.I. 02174080602, nella persona di Mxxxxx Exx in qualità di Presidente del Consiglio di amministrazione della Cooperativa, nata a Frosinone il...... 
PREMESSO E CONSIDERATO

che l’art. 18 della Legge regionale n.34 del 21 ottobre 1997, e la successiva Delibera della Giunta Regionale nr. 43 del 29 gennaio 2010 prevedono la possibilità di ricoverare e curare gli animali catturati, in strutture di proprietà di privati, e che il Comune per le finalità di cui sopra, può avvalersi, mediante convenzioni, delle strutture sopraindicate

CONVENGONO E STIPULANO LA SEGUENTE CONVENZIONE:

Art. 1
Oggetto della convenzione

Ricovero e mantenimento dei cani catturati ad opera della A.S.L., ai sensi della
normativa vigente in materia.
Art. 2
Struttura di ricovero

Le strutture di ricovero destinate ad ospitare gli animali, realizzate a norma di legge ed in possesso delle prescritte autorizzazioni sanitarie, sono ubicate nei Comuni di Giuliano di Roma (autorizzazione sanitaria 3435 rilasciata dal comune di Giuliano di Roma il 14-08-2010) e di Sgurgola (autorizzazione sanitaria nr. 5635 , rilasciata dal Comune di Sgurgola il 13/11/2013 e autorizzazione sanitaria nr. 3278 del 24/07/2014 rilasciata dal Comune di Sgurgola).
Presso le strutture vengono erogati i servizi di “canile sanitario” e di “canile rifugio” come previsti dalla citata delibera della Giunta Regionale n. 43 del 21 gennaio 2010 ai punti B1 e A2.
La Cooperativa, si riserva la possibilità di sospendere la ricezione di nuovi animali nel caso in cui le proprie strutture ricettive risultassero sature o in caso di dismissione delle stesse. 


Art. 3
Direzione sanitaria e vigilanza sull’attività di ricovero e cura dei cani
La Direzione sanitaria delle strutture ricettive (sanitarie), nonché la vigilanza sull’attività di ricovero, mantenimento e cura dei cani, è affidata al Servizio veterinario della ASL competente per territorio come specificatamente indicato nella tabella 1 della delibera G.R. Lazio nr. 43/2010:
•       segnalazione e identificazione tramite microchip. Anche in presenza di tatuaggio
•       esame clinico all’ingresso
•       trattamenti antiparassitari interni ed esterni
•       vaccinazione con vaccino polivalente in base alla situazione epidemiologica del territorio
•       sterilizzazione di tutti i maschi e le femmine in età riproduttiva e dei soggetti eventualmente affidati/adottati prima della sterilizzazione
•        esami di laboratorio finalizzati al controllo e alla prevenzione delle malattie a carattere zoonosico
•       interventi di primo soccorso, emergenze ed urgenze (esami ed interventi medici e chirurgici non differibili) atti alla stabilizzazione dell’animale anche eventualmente tramite l’inoltro a strutture specialistiche pubbliche private convenzionate.

Art. 3-bis

Altre attività sanitarie presso “canile sanitario” già di competenza ASL
A seguito delle varie comunicazioni ricevute dalla Asl di Frosinone il canile sanitario svolgerà in proprio, o in convenzione con altri centri specializzati, anche le seguenti prestazioni sanitarie (già facenti parte della citata Tab 1):
•     sterilizzazione di tutti i cani (maschi e femmine);
•     prelievi del sangue extra (gratuito per leishmaniosi) per cani richiesti in adozione fuori regione
Le spese di tali prestazioni, comprese l’anestesia e gli interventi chirurgici straordinari, verranno addebitate con fattura ai comuni proprietari.
La Asl di competenza  non essendo in grado di adempiere, all’interno della ns struttura sanitaria, al punto 1.7 della su citata tabella (come da comunicazione prot. Nr. 7 del 03/01/2015) ha invitato i titolari dei canili sanitari a far osservare tassativamente ai Comuni proprietari dei cani ricoverati presso le ns strutture  la seguente disposizione e comunicare tempestivamente la soluzione scelta a loro più consona:
accettare la convenzione stipulata dalla Ns struttura con clinica/ambulatorio sanitario esterna, di cui si trasmette in allegato copia della convenzione

convenzionarsi con altra clinica sanitaria

Qualora il Vs Comune non intenda accettare la Ns proposta di convenzione con clinica esterna per interventi straordinari si prega di voler comunicare alla asl di competenza il centro clinico convenzionato con il Vs ente in grado di ottemperare al punto 1.7 della vigente delibera G.R. Lazio nr. 43/2010.

Art. 4

Obblighi della Cooperativa in ordine al mantenimento dei cani
La Cooperativa si impegna ad alimentare giornalmente i cani avuti in consegna dalla A.S.L. con diete bilanciate; a rimuovere quotidianamente le deiezioni solide e liquide ed effettuare periodiche operazioni di disinfezione.
La Cooperativa garantisce inoltre agli animali dell’area “canile rifugio”, tramite il Responsabile sanitario della struttura, le cure mediche standard di cui al piano sanitario da esso redatto ed approvato dalla Asl di Frosinone di cui all’allegato a.
Ai comuni proprietari verranno addebitate con fattura le spese di anestesia, interventi chirurgici straordinari (es. ortopedici, chirurgia interna, ovarioisterectomia, orchiectomia  ecc..) che saranno effettuate presso strutture esterne convenzionate o nostre.

Art.5
Decesso o affidamento a terzi dei cani ricoverati

La notizia del decesso, della fuga, degli animali dovrà essere notificata al Comune tempestivamente e per iscritto (anche a mezzo fax o posta elettronica).
Per gli animali che dovranno essere adottati, la Cooperativa dovrà tassativamente chiamare in via preventiva un nostro incaricato del comune per autorizzare l'adozione.
I cani di proprietà del comune non possono essere adottati da Associazioni e non possono essere dati in adozione all'estero.
In caso di fuga dalla struttura di ricovero, la Cooperativa non potrà più essere ritenuta responsabile per danni a cose o persone che l’animale stesso dovesse provocare.
Per i cani deceduti, e non soggetti a speciale regime normativo per accertamenti sanitari, verranno smaltiti presso centri autorizzati.

Art. 6
Norme su eventuali controlli da parte del Comune

Visite, controlli e sopralluoghi da parte del personale del vostro Comune dovranno essere preventivamente concordati con il personale della struttura di ricovero, dovendo programmare il tempo necessario per i lavori quotidiani del nostro personale che resta a disposizione tutti giorni come da tabella allegata.


Art. 7
Attività di volontariato
L’attività di volontariato svolta all’interno delle strutture di ricovero di Associazioni animaliste viene svolta in base ai criteri riferiti nella direttiva ASL del 15.04.2010 prot. 1320.
La Cooperativa non si ritiene responsabile per eventuali danni a cose e persone causati da cani di proprietà del Comune verso i volontari da Voi segnalatici
appartenenti ad Associazioni che non abbiano rispettato orari e accordi già in atto con le ASL e che non abbiano presentato, come da legge sul volontariato, regolare polizza assicurativa e tesserino di appartenenza.
   

Art. 8
Servizio di accalappiamento

La cooperativa disponendo di mezzi e di personale adeguati e preparati , offre la possibilità di poter effettuare anche, servizio di accalappiamento.

Art. 9
Ricezione dei cani
La ricezione dei cani accalappiati potrà essere effettuata dal lunedì a venerdì feriali dalle ore 09,00 alle ore 13,00, e dalle ore 14,30 alle ore 16,30. Il sabato dalle 9,00 alle 13,00. Nei giorni festivi e in orari diversi da quelli indicati, la consegna dovrà essere concordata telefonicamente con la ditta accalappiatrice.


Art. 10
Fatturazioni e compensi
Alla Cooperativa sarà corrisposto, per ogni cane consegnato dalla A.S.L., euro 4,00(quattro/00)+ IVA per ogni giorno di ricovero nel “canile sanitario” a partire dalla data di entrata ed inclusa la data di uscita, e di 3,00 (tre/00)+ IVA  per ogni giorno di permanenza nel “canile rifugio” a partire dalla data di entrata e inclusa quella di uscita.
Inoltre, l’intervento di ovarioisterectomia di una cagna è di euro pari a 120,00+IVA e diorchiectomia di un cane è di euro paro a 52,00+IVA. Gli interventi sopracitati pur essendo a carico dell’Asl di competenza potranno essere effettuati da nostri veterinari incaricati in presenza di espressa autorizzazione da parte dell’Asl stessa, prelievi del sangue extra5,00+ IVA. Il costo di tali intereventi veterinari OBBLIGATORI verranno fatturati direttamente al comune, salvo diverse disposizioni.
 Inoltre, Vi offriamo la Possibilità di trasferire, con nostri mezzi autorizzati, i cani dal nostro canile “sanitario” al nostro canile “rifugio” gratuitamente, oppure in altro canile “rifugio”, che Voi indicherete, con rimborso di euro 60,00 + IVA, per ogni cane.
In caso di decesso, al Comune verranno addebitati per lo smaltimento della carcassa euro 40,00+ IVA.
I prezzi sono da ritenersi validi fino alla fine del corrente anno e potranno essere rivalutati in ragione degli aumenti che dovessero registrarsi.
La Cooperativa provvederà a fatturare con periodicità mensile includendo nella stessa tutti servizi svolti nel periodo di riferimento.
Il pagamento della fattura è da    ritenersi a trenta giorni data fattura e, trascorso il termine, nel caso in cui non sia stato effettuato il pagamento, la Cooperativa si riterrà in diritto di valutare l’emissione di un’eventuale fattura di interessi per ritardato pagamento in ragione dei tassi di mercato e la possibilità di riconsegna dei cani a spese del Comune proprietario con trasferimento presso altra struttura autorizzata, da voi indicata.

Art. 11
Certificazione dei cani presenti
La certificazione del numero dei cani assegnati e presenti nel ricovero è effettuata da un incaricato della struttura sulla base degli atti, di affidamento e di ritiro degli animali, esistenti presso gli uffici della ASL; il decesso verrà certificato dal direttore sanitario, a mezzo del registro di carico e scarico a disposizione presso la struttura.

Art. 12
Durata della convenzione
La presente convenzione scade il 31/12 dell’anno in cui viene sottoscritta e sarà tacitamente rinnovata di anno in anno con scadenza 31/12 qualora non venga disdetta da una delle parti entro il 31/10 (ovvero sessanta giorni) prima della scadenza a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

Art. 13
Cessazione del rapporto convenzionale
Il Comune può recedere dal rapporto convenzionale qualora si verifichino inadempienze da parte della Cooperativa nella struttura di ricovero in ordine degli adempimenti previsti dagli articoli 2, 3 e 5 della presente convenzione. Il recesso dovrà essere comunicato a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, e posta certificata.
La scadenza della presente convenzione può essere anticipata a richiesta del Comune, notificata alla Cooperativa a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, almeno sessanta giorni prima della naturale scadenza, nel caso in cui il Comune abbia avviato l’organizzazione delle attività, di cui alla presente convenzione, al proprio interno.
Il recesso e la richiesta di scadenza anticipata da parte del Comune si intendono operativi solo dopo aver saldato le eventuali fatture in essere.
La Cooperativa può chiedere il recesso dalla presente convenzione, con immediata restituzione dei cani ospitati a spese del Comune, nel caso in cui vi sia un accumulo di almeno tre fatture non pagate.
La Cooperativa non  può cedere la presente convenzione ad altra Ditta senza preavviso e autorizzazione da parte del Comune.

Art. 14
Subentro della Cooperativa nel servizio
La Cooperativa subentrando ad altra Ditta e, rilevandone le strutture esistenti, non può come da accordi precedentemente presi, garantire il ricovero ad altri cani oltre quelli già presenti a quei Comuni debitori nei confronti della ditta cessionaria, non disposta a concedere alla nostra Cooperativa ulteriori spazi per il ricovero dei cani di Comuni o Enti debitori, se non dopo aver regolarizzato le pendenze economiche in sospeso


Art. 15
Norme finali

Per quanto non previsto nella seguente convenzione si fa riferimento alle disposizioni contenute nel codice civile anche per le questioni di rivalsa ed arbitrato.
Il foro competente in caso di controversia è quello di Frosinone.
Le spese di bollo e di registrazione dove e se necessarie sono a carico del COMUNE.

IL COMUNE                                                       IL PRESIDENTE

Per accettazione specifica delle clausole di cui ai precedenti articoli 10, 12, 13.


IL COMUNE………………………                   IL PRESIDENTE

DATA ____________


Alma Galli M.A.R.E.

GERMANIA: MEGLIO MORTI (400 GATTI)


Questo è uno degli innumerevoli rifugi che in Germania, subendo i pesanti effetti della crisi economica, rischia la chiusura. (qui)  
La sola idea di uccidere i 400 gatti ospiti, in Italia  sarebbe improponibile  e darebbe il via ad azioni di massa per evitarlo. Certamente i trafficanti ne approfitterebbero  per indicarci come i peggio con petizioni contro l'Italia ecc., invece se accade in Germania, tutto tace e problemi non ce ne sono.
L'articolo non è tradotto perchè non interessano più le loro difficoltà economiche, ne ho già parlato, ma interessano le "soluzioni" e qui sono palesi e dimostrano che la protezione animali, in Germania, ha serissimi problemi.

Meglio morti, sarebbe il destino di 400 gatti che la signora 
Christina Koch, presidente dell'associazione "Katzenhilfe Hoyerswerda" a cui fà capo il rifugio che li ospita, valuta sia opportuno. Meglio che muoiano piuttosto che essere ceduti ad altri rifugi. Perchè?

Meglio morti a prescindere da età e stato di salute, a prescindere da chi potrebbe forse ospitarli (oppure c'è posto solo per quelli che arrivano dall'estero?), la decisione è chiara: eutanasia per tutti.
Questa la scelta che risulta dalle valutazioni fatte da chi certamente con impegno, gestisce da tempo il gattile.

Meglio morti che......
Da cosa si protegge con la morte chi si ama, se non da una grande sofferenza? Perchè è logica comune accettare una sofferenza o un disagio che abbia come obiettivo un buon risultato. E' accettabile ad esempio, la sofferenza di un gatto che debba ambientarsi in un nuovo gattile per poi vivere sereno, o avere una casa.
La sofferenza, il disagio,  risultano invece inaccettabili se preludono ad altra sofferenza e morte.
Se in questo caso, il timore (che pare profondamente radicato) fosse che dopo essere stati spostati in altri gattili, venissero ad esempio ceduti per la sperimentazione, o subissero sorti in ogni caso indegne di essere vissute, ecco che la scelta risulterebbe razionale e comprensibile. E dimostrerebbe anche, nel bene come nel male, l'incredibile potere di vita e di morte, di chi ha la responsabilità di un rifugio. 
Se il responsabile ha come obiettivo la loro tutela è un bene, ma in caso contrario è da ricordare che la legge permette la cessione ai laboratori degli animali ospiti di rifugi. (qui) (qui)

Incomprensibilmente i commercianti finti animalisti tedeschi, che fanno incetta di gatti italiani per poi venderli su siti come Ebay intorno ai 100 euro, chi più chi meno, (immaginiamoci in quali condizioni arrivino gatti del sud deportati lì, magari ex randagi, e di quale tracciabilità si possa parlare) non spendono una parola su questa drammatica realtà, che viene, come sempre, opportunamente  censurata.
Perchè non si propongono per "salvarli" a km 0, a confronto del viaggio Italia/Germania? Come mai la responsabile del gattile non darebbe i suoi protetti a chi fà man bassa in Italia, preferendo addirittura l'eutanasia? E' da considerare anche che vendendoli (come fanno con i nostri),  col ricavato si potrebbe sostenere il gattile ed aiutarne altri, invece no, nessuna di queste ipotesi risulta accettabile per la tutela dei gatti ospiti del rifugio.

Per concludere ancora una domanda: la responsabile del rifugio è una pazza sadica a cui è stato affidato il gattile senza preoccuparsi di quali e quanti gatti abbia ucciso e ucciderà per puro piacere, o quelli che prendono i nostri gatti (gli stessi prendono anche cani), sono solo CRIMINALI con i quali i veri animalisti che operano in Germania, non vogliono avere niente a che fare?

Alma Galli M.A.R.E.
 

CROAZIA: VETERINARI DENUNCIANO TRAFFICI DI RANDAGI

Ringrazio la Dott.ssa Radojka Bokum, per la traduzione di questa importante testimonianza, firmata.

Quello che segue è un articolo che dovrebbe far riflettere per vari motivi. Tra questi la certezza che l'associazione rappresentata dalla star nello stesso tristemente citata, "si occupa" anche dei nostri randagi, da anni.
Le risposte date ai responsabili croati delle adozioni, sono come queste che seguono: "noi abbiamo preso i cani, voi ora, come rifugio, non avete più nulla da chiedere sul dove siano i cani presi."  "chi siamo noi per chiedere dove sono i cani, perchè se loro non li avessero presi, sarebbero stati uccisi."  evocano lo squallore della risposta data alla scrivente da Hundepfoten in Not, (qui) che naturalmente continua a prendere ed a vendere i nostri cani, senza che niente sia stato chiarito.
Ugualmente familiari, la supponenza, l'ambiguità, la determinazione fino al furto con fuga con uno o più cani dai canili, di soggetti dediti a "salvare" cani e gatti italiani, conosciamo e bene, molto bene......conosciamo la loro rabbia quando la merce è bloccata e scarseggia, la loro creatività nell'inventare accuse  e nel diffonderle diffamando, per arrivare ad allungare ancora le mani sul bottino.

Se è vera la regola che chi tortura gli animali è un potenziale criminale, chi li vende a chi li torturerà e ucciderà, cos'è? Cosa sono i presunti "animalisti" che lo fanno? Cosa sono i soggetti che lo permettono e censurano i fatti? L'attuale mondo animalista è popolato da santi o da criminali? E i nostri randagi, in che mani sono se continuano a partire senza le dovute tutele?

Dalla clinica veterinaria di Pokupsko Cerje  (qui) è diffuso un comunicato per avvertire che delle persone, invece di far adottare i cani, li sfruttano, anche per la prostituzione!  Nel testo trasmesso integralmente, gli impiegati della clinica espongono  le gravi accuse per cui chiedono l'attenzione della polizia e del Procuratore di stato. Essi sostengono che i cani sono stati trasportati in ristoranti, bordelli, campi di addestramento militare e ceduti per rituali religiosi di ogni sorta.
“ Il rifugio è impegnato nel raccogliere gli animali abbandonati o smarriti che sono soggetti alla legge per la protezione degli animali ed ai regolamenti del rifugio. In questo arrivano cani piccoli e grandi, cuccioli, feriti, malati, asociali, malnutriti, cani con e senza proprietari. I cani con il proprietario noto vengono restituiti e coloro che non sono microchippati rimangono nel rifugio. Durante questo periodo nel rifugio i cani vengono microchippati, vaccinati contro la rabbia, ripuliti dai parassiti interni ed esterni, curati, socializzati, la loro condizione fisica e mentale è monitorata, e si preparano per  l'adozione. Se non si trova l'anima buona che darebbe loro una casa, dopo 60 giorni vengono sottoposti ad eutanasia e i loro corpi vengono trattati in modo innocuo in Agroproteinka. I rifugi per gli animali appartengono ai servizi comunali.


Purtoppo anche se si tratta di creature viventi, la cura degli animali abbandonati e classificata come servizio comunale.


Sapete perche e cosi ?
Fino ad oggi, gli amici, gli animalisti, diversi gruppi  per la protezione degli animali non sono riusciti o non hanno voluto combattere perchè i cani e gatti ottengano uno status diverso. Negli ultimi anni in questo settore ci incontriamo con ogni sorta di "salvatori", "animalisti e volontari", ma tra centinaia di loro che sono venuti nel nostro rifugio, la percentuale dei veri amanti dei cani si conta a una cifra. 

Voi vi chiedete perchè e cosi, se si lotta per il benessere degli animali, perchè non si lotta per la loro vita ?
Perchè preferiscono l'eutanasia effettuata presso i rifugi dopo 60 giorni ?

Fino a poco tempo noi stessi abbiamo creduto nella salvezza dei cani, ma per noi oggi, questo è invece, gettare polvere negli occhi del pubblico. Scoprite perchè.

La storia inizia cosi
Nella nostra regione la consapevolezza delle adozioni è molto bassa. La gente viene raramente nel nostro rifugio per prendere a casa un cane.  Una volta i cani sono stati tenuti per 6 mesi nel rifugio a nostre spese per salvare ogni vita, ma  siamo quasi arrivati alla bancarotta perche non c'era aiuto da nessuna parte e siamo stati costretti a tornare all'eutanasia, i cani arrivavano ogni giorno ed eravamo pieni.
Tuttavia, apparve un gruppo di persone che  dall'inizio del nostro lavoro adottarono i cani, prendevano due, tre,cinque, dieci animali, proprio come quando si arriva al negozio  dei generi alimentari inserendoli nel carrello, cosi loro venivano al rifugio, e portavano via auto pieno di cani verso  una " nuova vita " almeno una volta alla settimana.  Noi eravamo felici perchè i cani sarebbero stati salvi. Le adozioni andavano molto bene, 100%, ma  improvvisamente  abbiamo appreso che i cani non erano stati adottati, erano andati in una condizione temporanea, e che da qui  si passava rapidamente a una nuova casa. Abbiamo detto : va bene, l'importante è che sono vivi.

La gente chiamava ogni giorno per informarci di nuovi cani abbandonati e noi eravamo felici che qualcuno volesse ospitarli, ma poi arrivarono nuove informazioni.

Potete chiedervi se solo noi abbiamo cosi tanti randagi, se la nostra gente e cosi insensibile e irresponsabile ma ecco altri e nuovi elementi.
Portano i cani dalle città vicine, anche dalla Bosnia e Serbia lasciandoli in scatole intorno al centro della città, alla stazione degli autobus, vicino alle cliniche veterinarie..... chiamano il rifugio e dicono che li hanno trovati per caso  i poveri, infelici, cani abbandonati.
Il rifugio li prende perchè è il suo compito, li fornisce di microchip, vaccini, cure e li prepara per l'adozione, poi le stesse " salvatrici " chiamano il rifugio per informarsi di come stanno i cani e quando si possono prendere per l'adozione,  poi vengono di persona o mandano i "genitori adottivi" e prendono gli stessi cani, ora però con il chip, vaccinati, con libretto, pronti per l'ulteriore passo, che dovrebbe essere un lieto fine, ma non lo è, per i cani comincia l'agonia.

E poi si inizia a chiedersi: come un gruppo di persone è  riuscito a far adottare quella quantità di cani, e ogni tanto tornare per gli altri nuovi cani che arrivano nel rifugio? Questo perchè in un mese, il numero di nostri adottanti veri, è con una cifra. Siamo noi incapaci, facciamo noi qualcosa di sbagliato adattandoci ai genitori adottivi che vengono quando gli fa comodo?....ma tutto questo è niente.
Improvvisamente scoppia un allarme sul social network che riporta che i nostri cani sono malati, malnutriti, pieni di parassiti e bisogna raccogliere i soldi per il loro trattamento. Alle stesse persone il rifugio ha però donato  il cibo e le compresse contro i parassiti, in segno di gratitudine per i cani salvati. Andiamo oltre. Dopo tali annunci sul social network,  denunce ed ispezioni, noi facciamo le foto di ogni cane che viene adottato e le mettiamo su facebook per far vedere  quali cani escono dal rifugio e questo ovviamente a loro, non è piaciuto, ma ancora prendono i cani.


Dopo un anno dall'adozione abbiamo iniziato a controllare se i cani fossero stati rivaccinati contro la rabbia, e abbiamo visto che questo non era stato fatto. Abbiamo informato le istituzioni competenti ed abbiamo chiesto ai genitori adottivi dove fossero tutti questi cani adottati dal nostro rifugio!? Alcuni non hanno nemmeno risposto al telefono, gli altri non vivono più all'indirizzo indicato, ed una risposta è questa: noi abbiamo preso i cani, voi ora, come rifugio, non avete più nulla da chiedere sul dove siano i cani presi.  

Improvvisamente, è apparsa  una persona tornata dalla Germania, che ha aperto una clinica veterinaria. Ci richiama all'ordine, perche noi non abbiamo fatto il passaggio di proprietà dei cani che alcune persone hanno dato agli altri; noi abbiamo spiegato che esiste la legislazione per il passaggio di proprietà e che noi non siamo in grado di farlo. Lei voleva costringerci a continuare a dare i cani ai " salvatori " a cui abbiamo vietato l'accesso al rifugio, fino a quando non abbiano dimostrato che tutti i cani adottati sono sani e salvi.
Quando si è resa conto che così non otteneva niente, ha deciso di prendere la questione nelle proprie mani ed ha iniziato ad organizzare  "adozioni" di massa. La veterinaria con i suoi " salvatori " ha avviato l'apertura dell'associazione.
Nel febbraio 2014 la sua gente ha trovato una casa per 40 cani del nostro rifugio, sono venuti a prenderli come in un supermercato
Ancora  a questa veterinaria, ispettore, fondatrice dell'associazione, come si è falsamente presentata, abbiamo chiesto dove fossero i cani che la sua gente ha fatto adottare, la risposta non c'è stata, addirittura siamo stati attaccati:chi siamo noi per chiedere dove sono i cani, perchè se loro non li avessero presi, sarebbero stati uccisi.

Noi andiamo avanti per scoprire il destino dei cani.
La stessa proprietaria della clinica veterinaria, rimpatriata, pubblica la statistica dei cani sacrificati nonostante i dati siano protetti, e comincia il linciaggio pubblico del proprietario del rifugio, della sua famiglia, degli impiegati e delle loro famiglie. Sui social network appaiono le minacce di morte tramite email, 
questo seguito dall'irruzione nel rifugio e dalla "liberazione" dei cani, e per completare, le falsità pubblicate dai giornali, senza che i giornalisti ci avessero contattato.   
A proposito delle loro azioni abbiamo informato le autorità competenti.

La matassa si snoda ulteriormente
Nel giugno 2014 appare la persona di nazionalità tedesca che si presenta come una star e con  le chiamate telefoniche quotidiane, mette la pressione sul rifugio, organizza incontri con il presidente della Republica,  con il Primo Ministro, con il Sindaco di Zagabria.....perche lei è famosa, e lei manda le persone da noi che dicono: ci ha mandato la signora...per prendere un paio di cagnolini.…La Tedesca organizza  "adozioni" di massa attraverso i suoi dirigenti croati che regolarmente mettono i nostri cani su FB, si lamentano sulla loro sorte, raccolgono le donazioni per il loro salvataggio o come dicono loro, li tirano fuori dal rifugio. In ogni conversazione, mettiamo in chiaro che ci interessa la sorte dei cani adottati, dopo un mese, o due mesi o un anno, e lei risponde: naturalmente, saprete dove sono i cagnolini. Tutti gli adottanti sono stati avvertiti che vogliamo sapere dove sono i cani, loro hanno firmato questi contratti ma gli adottanti non ci hanno preso sul serio.
Abbiamo deciso di cambiare sistema e abbiamo cominciato il controllo dei cani adottati. Siamo rimasti in stato di shock.
Di oltre un centinaio dei cani adottati nella metà dell'anno non abbiamo trovato tracce agli indirizzi degli adottanti, tranne per quattro cani in casa dell'uomo che ne ha adottato più di 60. Questi 4 cani li abbiamo trovati nel porcile, senza un filo di luce e nelle ciotole del cibo c'era polenta. Per gli altri cani "adottati",  lui non aveva alcuna documentazione e non sapeva dove fossero. (I nostri  ad esempio: qui)
Presso un' "adottante " che li tiene in affido prima dell adozione ulteriore, abbiamo trovato i cani dalla Serbia e dalla Bosnia, ma i cani che lei ha adottato dal nostro rifugio non si trovavano più da lei.
Un fatto interessante e che a tutti questi indirizzi che abbiamo controllato, i nostri cani non c'erano.
Shock e incredulità!
Perche loro adottano i cani  e cani non sono da loro ?! La loro spiegazione è che vogliono salvare i cani e i cani sono in affido temporaneo.
A custodia dalle zie a cui pagano 300 do 700 kn per cane + cibo, spese veterinarie, ampolle....sono in  diverse cantine, porcilaie, stalle....quale stoccaggio prima del " adozione " è questo !

Chiediamo tutto il tempo dove vada questa immensa quantità dei cani e poi scopriamo che ci sono due rami di trasporto dei cani e gatti: l'uno via Slovenia, il secondo via Ungheria.  Li trasportano ai ristoranti,  ai laboratori, ai bordelli, ai poligoni militari, li cedono anche per compiere  riti religiosi. (sacrifici)
Abbiamo l'informazione che i nostri cani erano sedati e trasportati per la Slovenia nel bagagliaio di una macchina, la  sera stessa e per 23 ore, quando erano " adottati " dal nostro rifugio.
Cuccioli e cani giovani lasciano il paese il giorno stesso o il giorno successivo, per gli altri si cerca il nuovo mercato per l' "adozione ". Tali adozioni solitamente si svolgono nei parcheggi o nelle strade forestali. I cani che non vanno immediatamente sono collocati in stalli temporanei che sono baracche sporche, ed ora qui appaiono  le signore manager, le celebrità oscure dei media  che sono sensibili a questi poveri occhi innocenti, salvati dai dogcatchers assassini per ottenere denaro
Chiedono i soldi  in modo che una cagna possa essere urgentemente sterilizzata, un cane ha il cancro e ha bisogno di un'operazione costosa, quel cane ha la diarrea, la giardia, o qualsiasi malattia, e questo cane forse non è più in Croazia.
Raccolgono le donazioni sul social network e le foto dei cani sono fatte nel nostro rifugio, la raccolta delle donazioni è per il loro trattamento, ma appaiono sempre le stesse immagini. 
Vi siete mai chiesti:  com'è un cane salvato da un "salvatore", dalle fauci della morte in un canile ? Lo avete visitato e avete giocato con lui ? Semplicemente bisogna vedere come stà.
Perche non ci sono immagini dalla nuova casa? Quanti soldi avete dato a persone come queste, su conti bancari privati,  e sui conti di un associazione per vari trattamenti, per il cibo, alloggio dalle zie " custodi "......e non sapete nemmeno di quale cane si tratta.  Avevate pietà per lo sguardo triste  di un miserabile in rifugio che i manager canini abilmente fanno girare su Internet per fare si che più persone pagano per aiutarlo. 
Poi, se appare una foto più recente, sotto di essa è scritto: l'adottante non può più mantenere  il cane, è in ricerca di una nuova casa ma c'è bisogno dei soldi per la custodia, il cibo, le ampolle (fiale), collari....
Non vi siete mai chiesti se il cane è stato restituito dall'adottante per riportarlo da dove loro lo hanno preso, perche non ha soddisfatto le esigenze? Abbiamo trovato 3 di questi casi da una zia "custode ". I " salvatori " li hanno presi dal rifugio tre anni fa, presumibilmente erano oltre il confine e li hanno portati di nuovo in Croazia, pensando che dopo il cambio del nome noi, non avremmo riconosciuto i cani di cui qui ci siamo presi cura per due mesi.

Allora voi vi chiedete a chi mentono, quale gioco fanno! Immaginate, non sono riuscite in tre anni a far adottare un cane?! Qual'è il segreto?! A noi inviano " adottanti " che arrivano con il furgone e non c'è problema con l'aspetto del cane, l'età, il sesso, il carattere....l'importante che è un cane.


Se non fosse stato triste- sarebbe stato divertente!
Dopo tutto quello che abbiamo visto e vissuto, noi abbiamo introdotto la pratica dei controlli preaffido. Un lunedi vengono due signore con un furgone con la targa tedesca, volevano  adottare una cagna, noi abbiamo spiegato che era incinta, poi ne volevano  un altra, purtroppo  gravida anche questa, poi la terza, e qui potevamo garantire che non era incinta ed era vicino al termine di 60 giorni. Per tutto il tempo la sua amica residente a Berlino, chiedeva com'era possibile prendere più cani, che avrebbero dovuto andare con lei a Berlino. La potenziale  adottante  ha compilato un questionario in cui affermava di vivere in Croazia e di avere a casa un cane disabile. Il giorno dopo siamo andati a controllare e le abbiamo confermato che poteva prendere la cagna che scelta  mercoledi.  Alla sua amica invece, abbiamo chiaramente detto che non diamo i cani quando non c'è possibilità di controllo e visita. Mercoledi, chiama la potenziale "adottante" e dice che viene il venerdi , ma non viene e non chiama, ma chiamano invece le giornaliste che scrivono quello che vogliono, piuttosto di ciò che è proprio vero.

Pochi giorni più tardi ha chiamato una signora dalla Slovenia che voleva adottare un cane. Abbiamo risposto che non lasciamo andare i cani nei posti dove non possiamo controllare.

La settimana dopo ha chiamato una signora dalla Svizzera e ha spiegato che salva molti cani dalla Croazia....lei voleva adottare tutti i cani dal nostro rifugio che sono vicino al termine  per l eutanasia.
Dopo, arrivano un uomo e una donna in auto con le targhe svizzere, la signora dice che lei ha chiamato per prendere più cani, è stata invitata a compilare un questionario per farci sapere dove possiamo andare per i controlli, la donna inizia ad urlare e insultare, prende un cane dalla gabbia e comincia a fuggire, noi la fermiamo e chiamiamo la polizia e i nostri responsabili.  
Dopo qualche giorno, chiama una donna dai Paesi bassi che vuole accogliere più cani....

Voi vi chiedete come una tedesca, svizzera, slovena, olandese conosce   il nostro rifugio, come non sia importante la distanza per arrivare da noi, e dire invece che i nostri concittadini si lamentano sempre che siamo fuori strada?! Si sono fatti avanti i boss perchè i loro delegati non hanno più accesso al rifugio che noi controlliamo. Chi sono i manager canini ?

Queste non sono persone che fanno passeggiate con i cani, li lavano, gli danno il cibo, si prendono cura di loro.
I manager canini sono  persone in posizioni elevate nella vita privata, sono impiegate come segretarie dai ministeri, amministratici, impiegate dei municipi e dei tribunali, avvocati,veterinari, direttore, ragioneri e tecnici che sul posto di lavoro possono navigare in internet, in diverse Chat, nei forum, in gruppi di FB per trovare nuove vittime per le donazioni, e ci sono diversi giornalisti che collaborano con loro esibendo il loro comportamento come opere buone,  per nascondere le loro cattive azioni, perche con loro " coltivano le zucche ".

Questi stessi manager hanno al seguito un esercito di casi sociali, di disoccupati, di  pensionati, gestiti e pagati, che servono per deporre la firma sui contratti di adozione, per custodire i cani, per il trasporto da un luogo all'altro. Questo ci hanno detto loro stessi quando venivano a prendere i cani, perchè per loro ogni soldo è utile per vivere, anche se è fatto in modo illegale.

Dopo tutti i loro tentativi di portare qualsiasi cane oltre il confine, perchè ovviamente c'è la mancanza di " merci " sul mercato, sono arrivati i giornalisti sotto copertura pensando di essere venuti in un posto dove la gente non ha mai visto un cellulare, ci hanno fotografato senza preavviso e noi abbiamo denunciato questo alle autorità competenti. Il giorno seguente i giornalisti sono venuti come tali.....tutti.

Ci interessa solo che i giornalisti controllino proprio tutto, dato che a loro abbiamo consegnato un sacco di prove e documenti, perchè il pubblico finalmente possa vedere chi sta facendo cosa e perchè le nostre denunce sono state respinte?! 

Finora a nessuno importava capire dove siano tutti questi cani "salvati" dal nostro rifugio e le manager non si fermano e vogliono farci tacere, intimidirci ed ingannarci, solo per prendere in qualsiasi modo un cane
Questa loro arroganza, l'ambiguità, la superbia, la falsità, in ultima analisi distruggono quella poca speranza per questi sfortunati che i loro proprietari hanno gettato in mezzo alla strada, e mostra come la loro avidità li ha accecati e non vedono dove portano questo mondo canino....



E poi noi stessi sembriamo buffi - perche abbiamo denunciato il sospetto di contrabbando di cani e le minacce di  morte.....abbiamo ottenuto la risposta delle autorità competenti che rifiutando le nostre denunce, hanno scritto che abbiamo denunciato il contrabbando di animali esotici e che le minacce erano nella foga del momento.… Noi non siamo importanti in questa storia, importanti sono i cani abbandonati dai loro proprietari e poi quelli che si proclamano come " salvatori " della fauna  per poi organizzare dalle loro poltrone, gli atti più disgustosi con il pretesto della protezione degli animali. Sappiamo tutti che esistono ancora la schiavitù, la  vendita di armi, di organi, della droga ma nessuno capisce o non vuole capire che cani e gatti sono nella stessa posizione, ma a chi interessa di loro,  loro appartengono ai rifiuti urbani. Forse dopo questo testo ci daranno  fuoco o ci faranno saltare in aria perchè questo e il loro motto, ma il nostro motto è che ogni nostro cane adottato deve avere  una casa  dove è veramente amato e dove può vivere la sua vecchiaia.

La clinica dove è prodotta questa testimonianza, è visibile (qui), dove varie foto e scritti, ne documentano l'attività.

Alma Galli M.A.R.E.